Patto del Nazareno ko, ma Renzi non “trema”. Centro-destra cercasi …

Tutti felici e contenti ad applaudire il discorso del nuovo capo dello Stato Mattarella? Sì, ma come si dice: “passata la festa gabbato lo santo” e si torna al solito teatrino della politica italiana, la solita farsa, la solita solfa.

Il quadro politico torna a ballare e il governo a scricchiolare. Ma solo per finta. Forza Italia, in pieno marasma, fa saltare il patto del Nazareno, ritenuto dal premier Renzi fino a ieri “perno” e volano delle riforme e oggi carta straccia, inutile obsoleto orpello. “ Peggio per loro, meglio così, tanto con noi restano Verdini e Alfano”. E la sempre solerte Debora Serracchiani aggiunge: “Ora la strada delle riforme sarà più semplice. Arrivare al 2018 senza Brunetta e Berlusconi per noi è molto meglio”.

Ma non era sempre stata la stessa Serracchiani a insistere sulla validità e insostituibilità del patto e bacchettare i Bersani&C contrari all’accordo fra il nuovo e il vecchio premier? La storia si ripete, con disinvoltura, alla faccia della coerenza, beffando gli italiani.

Che succederà adesso? Tutto o niente. Perché Berlusconi, specie quando è con l’acqua alla gola, è capace di ogni giravolta, interessato solo al proprio tornaconto. Renzi lo sa, perciò gongola, anzi strapazza l’ex Cav, e maltratta i “vicini” dell’ex Cav nonché alleati di governo, come il centrista Alfano, considerato “tappetino”.

Dice Stefano Folli: “Ciò che rimane del patto del Nazareno è votare insieme alcune riforme e Berlusconi lo farà. Che cosa potrebbe fare del resto? Non può certo dire che non gli va più bene il monocameralismo. La stessa legge elettorale con il premio di maggioranza di lista era una vecchia proprosta del centrodestra”.

Già. Si torna sempre al punto di partenza, ad elastico. Renzi fa e disfa come vuole perché sa di poterlo fare, non avendo alternative. Questo è il vero punto politico, tutto il resto è tatticismo, giochi di sponda o delle tre carte.

La minoranza pidì sbraita soprattutto perché vuole garantiti per se stessa seggi in Parlamento anche alle prossime elezioni. Ottenute questa manciata di poltrone, si accuccia. Berlusconi deve “solo” mantenere il proprio ruolo di “giocatore”, in campo se può o anche in panchina, certo che la sua “roba” non sia toccata da Renzi, intento a fare campagna acquisti dentro Forza Italia e zone limitrofe.

La questione vera è la crisi profonda, in ogni suo angolo, del centro-destra, con l’implosione di Forza Italia, Ncd ridotta a colabrodo, l’Udc rimasta solo sulla carta e tutta la cianfrusaglia dei “centrini” a rincorrersi e a rincorrere a mo’ di pendolo tutto e tutti – una volta verso sinistra una volta verso destra – a caccia di una poltrona o di uno strapuntino.

Dice ancora Folli: “Il centrodestra è in frantumi. Se nel medio lungo termine si vuole ricostruire una forza moderata che si opponga a Renzi, bisogna farlo sulla base di temi e contenuti perché è qui che il premier può essere contrastato. Una riorganizzazione della società italiana su basi liberl-democratiche, la difesa della famiglia e dei temi etici sono aspetti che Renzi non può riuscire a cavalcare”.

Come dire, centro-destra (e dintorni) in ginocchio. Cercasi leadership, identità, progetto e programma politica. L’ultimo “moderato” che esce spenga la luce. Dunque, via libera per Renzi? No, perché sul Colle adesso c’è Mattarella.