Russia, Sanzioni: Mosca vieta import di macchinari Usa e Ue per enti pubblici

Medvedev ha firmato un decreto che vieta la partecipazione dei produttori di macchinari Usa e Ue ai concorsi pubblici. Il danno per l’Italia potrebbe essere elevato e si sommerebbe a quello sull’ export dell’agroalimentare

Secondo l’agenzia di stampa non-governativa russa, Interfax, il premier Dmitri Medvedev ha firmato un decreto che mette al bando, nei concorsi pubblici, la partecipazione di produttori occidentali di macchinari che si possono impiegare nell’esplorazione delle materie prime, nella manutenzione urbana e nel settore edilizio. Inoltre, il vicepremier, Arkady Dvorkovich, ci ha tenuto a spiegare che tali macchinari potranno essere tranquillamente sostituiti con degli altri fabbricati in Russia.

Il provvedimento si pone come un’ulteriore risposta di Vladimir Putin alle sanzioni di Usa e Ue, scaturite dalla crisi in Ucraina. Ricordiamo, a tale riguardo, che la Russia in passato aveva già dato prova di saper mostrare i muscoli con il blocco dell’import dell’agroalimentare, che ha danneggiato non poco l’Italia, e con lo stop alla costruzione del gasdotto South Stream.

Il nostro paese potrebbe pagare un prezzo molto salato per il decreto firmato oggi, visto che è fra i principali esportatori di macchinari in Russia. Come riportato da Il Sole 24 Ore, i beni strumentali sono di gran lunga la prima voce dell’export italiano verso il paese dell’est, con il 26,8% del totale, seguiti da moda (21,5%), arredamento (8,4%) e automobile (7,8%). Evidenziamo, poi, che le merci italiane vendute a Mosca nei primi dieci mesi del 2014 hanno subito già una forte flessione rispetto all’andamento dell’anno precedente: -10,3%. Tendenza negativa che sembra essere continuata anche negli ultimi due mesi dell’anno passato.

Dopo che i colloqui di pace in Ucraina sono stati interrotti, la tensione tra Mosca e Occidente non sembra affatto scemare. Gli Stati Uniti e la Germania non sono dell’avviso di cambiare rotta e Putin, solo pochi giorni fa, ha rimarcato che Kiev non ha alcuna intenzione di seguire la via della soluzione pacifica, mentre il Parlamento ucraino continua a dichiarare “paese aggressore” la Russia.

A distinguersi nei toni sulla questione, è stato François Hollande. Secondo il Presidente francese, dei progressi sono stati fatti e ad inizio mese, prima della strage di Charlie Hebdo, sembrava intenzionato a chiedere uno stop all’embargo. Inoltre, a “difesa” del Presidente russo ha dichiarato: “Putin non vuole annettere l’est dell’Ucraina, me l’ha detto. Potrei non crederci, ho visto quello che ha fatto in Crimea ma non è la stessa cosa. Quello che vuole fare è restare influente. Quello che Putin vuole è che l’Ucraina non entri nel campo di influenza della Nato

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