Affari italiani – E a Parma infine si pensò alla fusione… (e a Milano?)

L’anno scorso erano quattro, quest’anno sono due. E l’anno prossimo, forse, potrebbe essere una sola. Parlo delle squadre d’alto livello a Parma e limitrofi. Niente retrocessione sportiva sul campo, anzi, Crociati e GranDucato sono in piena lotta playoff. Parlo di fusione, di creare, finalmente, un’unica realtà ducale che punti al vertice. Superando invidie, campanilismi ed

L’anno scorso erano quattro, quest’anno sono due. E l’anno prossimo, forse, potrebbe essere una sola. Parlo delle squadre d’alto livello a Parma e limitrofi. Niente retrocessione sportiva sul campo, anzi, Crociati e GranDucato sono in piena lotta playoff. Parlo di fusione, di creare, finalmente, un’unica realtà ducale che punti al vertice. Superando invidie, campanilismi ed egoismi. L’idea c’è… diverrà realtà?

Foto per gentile concessione di Alfio Guarise

La notizia è apparsa stamani sulla Gazzetta di Parma e non è un semplice rumor. Infatti, il quotidiano ducale dà voce a  Luigi Villani, presidente della Banca
Monte Crociati, che dice: “E’ una proposta per avere finalmente nel massimo campionato di rugby una sola squadra parmigiana [..] Una sorta di franchigia per disputare il campionato di Eccellenza e quello nazionale Under 20. Per il resto ognuno sarebbe autonomo come accade oggi. E poi in questa stagione abbiamo fatto già due fusioni: i Crociati, formati da Rugby Parma e Noceto, e il GranDucato, nato da Gran, Colorno e Viadana, dimostrano che, quando si vuole, si può andare d’accordo”. Già, ma di fusioni si è parlato spesso, sulla carta. “Ma stavolta potrebbe essere diverso. Anzitutto si sono stemperate le antiche rivalità. Poi, sia Crociati che GranDucato stanno dimostrando che puntare sui giovani e gli italiani è stata un’idea vincente. Unendo le forze, un’unica realtà potrebbe ambire a grandi traguardi e essere il trampolino di lancio per tanti atleti magari verso gli Aironi e la nazionale. Noi e il GranDucato occupiamo le zone alte della classifica. Uniti potremmo essere in testa”. Insomma, mettere in soffitta rivalità ed egoismi per puntare veramente in alto.

A Parma, come visto, ci stanno pensando concretamente. Eppure, stiamo parlando di due realtà che già sono in Eccellenza e che lottano per il titolo. Ma che si rendono conto che correre separati, l’uno contro l’altro, togliendosi sponsor e possibilità non porta da nessuna parte. Come succede, ormai da troppi anni, anche a Milano. Amatori, Grande Milano e Asr non sanno far altro che farsi una guerra tra poveri, dove nessuno ha le competenze, le capacità e la forza economica di emergere. Dove le guerricciole patetiche per avere sostegni istituzionali si riducono a ridicole elemosine che non portano a nulla. E una delle piazze storiche più importanti d’Italia continua a navigare nella mediocrità ovale. A Parma ci stanno provando. Non sarebbe il caso che anche qui qualcuno mettesse da parte odii del passato, recriminazioni inutili, presunzioni e complessi d’inferiorità e si sedesse a un tavolo per creare qualcosa d’importante? Magari affidandosi, finalmente, a dirigenti e manager capaci e professionali. Almeno per una volta.