Rapporto Nato, Russia aumenta la spesa militare nonostante la crisi

Nel corso del 2014 gli aerei russi sono stati intercettati per 400 volte ai confini o all’interno dei cieli di Paesi appartenenti alla Nato

La Russia sta aumentando i propri investimenti in armamenti nonostante la grave crisi economico e monetaria che ha colpito il Paese negli ultimi mesi. Lo ha detto il segretario generale dell’Alleanza atlantica Jens Stoltenberg presentando il rapporto annuale della Nato.

Mentre nell’Ucraina orientale proseguono gli scontri fra nazionalisti ucraini e separatisti russofoni, continuano i movimenti anomali di aerei russi nel Mare del Nord quando non nell’Oceano Atlantico.

Insomma, mentre la crisi consiglierebbe una maggiore cautela negli investimenti, la spesa militare aumenta, tutto ciò in un contesto internazionale che vede scendere ai minimi la spesa militare dei Paesi dell’alleanza occidentale:

La Russia è pronta a usare la forza. Lo abbiamo visto in Georgia, in Moldavia, in Ucraina,

ha aggiunto Stoltenberg che ha esortato i Paesi della Nato ad aumentare i loro armamenti. I dati parlano chiaro: nel corso del 2014 per ben 400 volte gli aerei russi sono stati intercettati ai confini o nei cieli appartenenti ai Paesi della Nato. Una cifra enorme, più di un episodio al giorno, ma, soprattutto, il quadruplo degli episodi registrati nel 2013. L’ultimo episodio risale a due giorni fa: il 28 gennaio il Foreign Office ha denunciato la presenza di due bombardieri russi che si sono avvicinati ai cieli britannici causando disagi all’aviazione civile.

Stoltenberg ha assicurato che – nonostante il peggioramento dei rapporti fra la Nato e la Russia, l’Alleanza Atlantica cointinuerà a tenere aperti i canali di dialogo con Mosca: in febbraio il segretario incontrerà il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ai margini dell’annuale Conferenza sulla sicurezza di Monaco di Baviera.

Secondo il report presentato quest’oggi i Paesi aderenti alla Nato hanno speso 250 miliardi di dollari nel settore della difesa, un 3% in meno di quanto fu speso nel 2013.