Quirinale: Renzi, con una fava due piccioni. Anzi tre

Sta a vedere che Matteo Renzi, “golden-boy” della politica italiana, con una fava riesce a prendere due piccioni, anzi tre.

In un sol colpo, il “rottamatore” può centrare tre grandi obiettivi: portare al Colle un amico non ingombrante ma dalla schiena dritta come Mattarella, mettere in riga le minoranze del Pd incollando i cocci di un partito sempre sul punto di implodere, puntare (anche) alle elezioni anticipate dopo aver – udite! Udite! – fatto a pezzi il patto del Nazareno, mettendo in liquidazione Berlusconi.

Sarebbe, detto papale papale, la quadratura del cerchio. O comunque, un gran colpaccio di quel diavoletto fiorentino, pronto a diventare un vero leader, un vero premier, fors’anche un vero statista. Chissà. Fatto sta che sul Colle non si gioca solo una partita importante, ma un derby che può valere l’intero campionato.

Si vedrà presto, questione di poche ore, se Renzi ha preso tutte le misure (e contromisure) giuste o se ha fatto il passo più lungo della gamba. E’ indubbio che, sbattendo Mattarella in faccia a Berlusconi e cancellando le proposte dell’ex Cav (Amato e Casini), Renzi sa di aprire una pagina nuova, tutta a proprio favore: se il capo di Forza Italia non si piega si condanna all’emarginazione e se accetta il diktat del giovane premier, idem con patate.

Cosa teme di più oggi Berlusconi? Le elezioni anticipate, con Forza Italia sbrindellato, verso il “pozzo nero” del 10%. E qual è la minaccia del premier-segretario al rais di Arcore: “Silvio, se salta Sergio ci sono le urne!”. Chiaro? Insomma, stavolta il cinico e baldanzoso ragazzo fiorentino gioca all’incontrario la sua carta: “Silvio, stai sereno”…

In altre parole, Matteo ha giocato fin qui su due campi: il primo, brandendo sul groppone dei suoi oppositori interni del pidì il patto del Nazareno a mo’ di ricatto, comunque facendo intendere alle minoranze di essere ininfluenti quindi fregarsene di loro; il secondo, ripagando Berlusconi con la stessa moneta, dicendogli chiaro e tondo che i suoi voti sarebbero solo “aggiuntivi”, che ogni patto è “pro tempore” e “su misura” e vale solo per ogni singola tappa, non per tutto il “Giro”.

Scrive Lucia Annunziata sulle ultime mosse di Renzi: “Arrogante nei confronti dei critici, menefreghista nei confronti dei patti stabiliti, ma anche capace di valutare le debolezze altrui, e soprattutto di assumersi i rischi di una forzatura: renzismo puro, perfetta combinazione dei suoi peggiori difetti e dei suoi migliori attributi – un capolavoro di pragmatismo politico. Così è nata la prima giornata di relativa serenità dentro la sinistra da molte settimane”.

Che farà, quindi, Berlusconi? Manderà giù il rospo e tenterà poi qualche rivincita che Renzi dovrà concedergli. E i malpancisti di FI come Fitto, i centristi di Alfano&C? Come sempre, “cani da pagliaio”, abbaieranno da lontano, poi a cuccia per un (bel) tozzo di pane.

Chi rimane? Bersani&C. Per loro è l’ultima occasione per … accodarsi a Matteo. Così faranno. Buonanotte ai suonatori.