Milano, Lourenca Adelaide Lima uccisa e incaprettata: fermato Vincenzo Vergata

Proseguono le indagini sull’omicidio di Lourenca Adelaide Lima, la badante capoverdina trovata morta martedì pomeriggio in un appartamento di piazzale Lagosta a Milano.

Cominciano a delinearsi i contorni dell’omicidio di Lourenca Adelaide Lima, la badante capoverdiana di 44 anni trovata morta martedì pomeriggio in un appartamento di piazzale Lagosta, a Milano, durante una perquisizione seguita all’arresto di Vincenzo Vergata, tossicodipendente di 56 anni bloccato dopo un tentativo di rapina.

L’uomo si è chiuso nel silenzio ed ha deciso di non collaborare con le autorità, ma a suo carico ci sono una serie di elementi che lo inchiodano per quel delitto: la vittima è stata trovata incaprettata e con un sacchetto di plastica in testa nell’appartamento di Vergata – pare fosse sua ospite da qualche giorno – e l’uomo aveva in programma di lasciare l’Italia nel corso dei prossimi giorni.

I militari che l’hanno bloccato l’hanno trovato in possesso di un biglietto aereo di sola andata per Istanbul – per un volo del 27 novembre – acquistato in un’agenzia di viaggi di Lambrate e non ancora pagato. Da qui, secondo gli inquirenti, l’esigenza di compiere quella rapina nel supermercato e la speranza di racimolare quei 90 euro necessari al pagamento del biglietto.

Una donna morta in casa e l’urgenza di lasciare il Paese. Questo, unito al tentativo di rapina, è sufficiente a tenere Vergata in carcere almeno fino a quando la situazione non sarà più chiara.

La scena del delitto sarebbe stata manomessa e il movente è ancora da accertare. Forse si è trattato di un gioco erotico finito male o, come ipotizza la Repubblica di Milano, di un sadico rituale:

L’assassino ha inscenato qualcosa di particolare, disponendo sul corpo alcuni pezzi di stoffa, o parti di abiti, su cinque o sei punti del corpo steso bocconi. E ha infilato sulla testa della vittima tre sacchetti di plastica, tutti annodati e stretti sul collo, dove ha anche legato una corda che poi arrivava ai polsi, immobilizzati sulla schiena in una sorta, appunto, di incaprettamento.

I primi esiti medico legali hanno confermato che il decesso, risalente ad almeno 24 ore prima del ritrovamento, è avvenuto per soffocamento dopo una lunga agonia. Maggiori approfondimenti dovranno chiarire la natura delle numerose lesioni rinvenute sul corpo della donna ed eventuali tracce di violenza sessuale.

Le indagini proseguono.

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