Elezioni Presidente della Repubblica: dopo le foto spunta anche il video del voto

Barbara Lezzi (Senatrice M5S), Matteo Dall’Osso (Deputato M5S) e Alessandra Bencini (Senatrice ex M5S) hanno pubblicato su internet le foto della scheda utilizzata per votare il Presidente della Repubblica. Manlio Di Stefano (M5S) ha invece optato per un video

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Aggiornamento: C’è chi ha fatto ancora “meglio” di Barbara Lezzi (Senatrice M5S), Matteo Dall’Osso (Deputato M5S) e Alessandra Bencini (Senatrice ex M5S). Il Deputato Manlio Di Stefano, infatti, anche lui esponente del M5S, non si è limitato a fotografare la scheda elettorale per condividerla su internet, ma ha addirittura realizzato un video con il suo telefonino con il quale ha mostrato tutte le operazioni del voto.

Prima di scendere vicino alle cabine elettorali per aspettare la chiamata, Di Stefano ha spiegato alla telecamera cosa si apprestava a fare per la sua personale (e irrinunciabile) rubrica ‘Cosa accade in Parlamento‘, raccontando che così avrebbe portato in cabina gli elettori del M5S per “votare insieme a lui il Presidente della Repubblica” che gli era stato indicato. Il tutto ‘nascondendo’ il telefono nel taschino della giacca, sperando di non farsi “cazziare” dalla Boldrini.

Francamente una trovata disarmante, che sembra partorita dalla mente di uno studente in gita scolastica che, un po’ annoiato dall’immancabile visita ai musei, pensa ad una marachella da fare alle spalle della maestra severa (in questo caso la Boldrini) sperando di non essere pizzicato; neanche troppo preoccupato di prendere una nota sul registro di classe.

Dopo aver realizzato questo video imperdibile, Di Stefano l’ha condiviso sulla sua pagina, salvo poi rimuoverlo poco dopo per evitare “stupide strumentalizzazioni“. Successivamente ci ha comunque tenuto a esprimere le proprie ragioni con un lungo post, con il quale sostanzialmente si è voluto sottrarre a qualsiasi tipo di critica essendo lui un esponente dell’anti-casta.

Ecco. Al di là della dubbia utilità di questo video che sarebbe servito appunto a “portare gli elettore dei cinque stelle a votare il Presidente della Repubblica” (?), viene da porsi una semplice domanda: piuttosto che preoccuparsi di queste autentiche sciocchezze, non sarebbe stato più utile denunciare all’opinione pubblica la totale assenza di controllo da parte dei Commessi, che hanno consentito (e consentiranno domani) ai Deputati e Senatori di entrare in cabina elettorale con un dispositivo in grado di fare delle foto?

Proprio Di Stefano in passato ha parlato a più riprese del “voto di scambio” ottenuto da Renzi con i famosi 80 euro alle Elezioni Europee; non crede, adesso, che questa totale assenza di controllo possa consentire a qualcuno di mettere in atto un altro voto di scambio – di tipo ‘classico’ – proprio in occasione dell’elezione del Presidente della Repubblica?

Questo il post di Di Stefano sulla sua pagina Facebook:

Elezioni Presidenziali: le foto del voto su internet

Siamo costretti a riportare l’ennesimo scivolone degli inesperti parlamentari eletti nelle fila del M5S. La Senatrice Barbara Lezzi ha infatti pensato bene di fotografare la sua scheda elettorale per la votazione del Presidente della Repubblica, sulla quale si vede chiaramente la sua preferenza espressa in favore di Ferdinando Imposimato, per poi condividere l’immagine sul suo profilo Facebook a riprova della sua fedeltà al Movimento di cui fa parte. Naturalmente questa è una pratica illegale e lo stabilisce una legge dello stato, la n. 96 del 30 maggio 2008 che concerne proprio l’utilizzo in cabina elettorale di un apparecchiatura in grado di fare foto. Qui il testo:

    Art. 1.

    1. Nelle consultazioni elettorali o referendarie e’ vietato introdurre all’interno delle cabine elettorali telefoni cellulari o altre apparecchiature in grado di fotografare o registrare immagini.

    2. Il presidente dell’ufficio elettorale di sezione, all’atto della presentazione del documento di identificazione e della tessera elettorale da parte dell’elettore, invita l’elettore stesso a depositare le apparecchiature indicate al comma 1 di cui e’ al momento in possesso.

    3. Le apparecchiature depositate dall’elettore, prese in consegna dal presidente dell’ufficio elettorale di sezione unitamente al documento di identificazione e alla tessera elettorale, sono restituite all’elettore dopo l’espressione del voto. Della presa in consegna e della restituzione viene fatta annotazione in apposito registro.

    4. Chiunque contravviene al divieto di cui al comma 1 e’ punito con l’arresto da tre a sei mesi e con l’ammenda da 300 a 1000 euro.

Poco importa se si tratta in questo caso di un voto segreto in seduta plenaria per l’elezione del Presidente della Repubblica. L’ambito di applicazione della legge n. 96 del 30 maggio 2008 si può certamente estendere anche al voto di parlamentari e senatori “amanti della fotografia”. Questo palesare la propria preferenza con intenti di trasparenza, è in realtà molto pericoloso. Come la Senatrice Lezzi ha deciso di farlo solo per dimostrare la sua correttezza, qualcun altro potrebbe allo stesso modo obbligare i colleghi onorevoli a fotografare la scheda per avere la certezza della loro obbedienza al tale partito, magari barattata in cambio di una ricandidatura.

Come prescrive l’art. 48 della Costituzione Italiana, “Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico“. Questo sempre. Anche quando a votare sono i Parlamentari per l’elezione del Presidente della Repubblica, che devono esercitare questa funzione “senza vincolo di mandato” (art. 67 della Costituzione italiana). La Senatrice Lezzi però non è stata l’unica a postare su internet la sua scheda elettorale, perché lo stesso ha fatto anche una sua collega – attraverso il suo account di Twitter -, la Senatrice Alessandra Bencini, una delle fuoriuscite dal gruppo del M5S che, come tutti gli altri ex grillini, aveva promesso di votare per Stefano Rodotà, già candidato dal Movimento 5 Stelle in occasione della seconda elezione di Giorgio Napolitano nel 2013.

Schermata 2015-01-29 alle 16.44.48

Anche Matteo Dall’Osso, bolognese, eletto e membro del Movimento 5 Stelle alla Camera ha fatto la stessa cosa sul suo profilo Twitter:

Schermata 2015-01-29 alle 17.12.13

D’altra parte non si tratta di una novità assoluta. Anche il Deputato Giuseppe Fioroni del PD nel 2013 mostrò ad un gruppetto di giornalisti una foto della sua scheda elettorale, sulla quale c’era scritto il nome di Romano Prodi, rispondendo così a quanti lo accusavano di far parte dei famosi 101 che tradirono le indicazioni del loro partito impedendo l’elezione dell’ex Premier e leader dell’Ulivo.

Non ci risulta che Fioroni venne poi punito in alcun modo, e sarebbe francamente il caso di porre un freno a questa pratica odiosa ed illecita. Ci auguriamo quindi che in occasione della seconda votazione tutti gli onorevoli siano invitati a consegnare i loro dispositivi elettronici ai Commessi della Camera dei Deputati, per fugare così ogni dubbio sulla libertà di voto all’interno della cabina elettorale.

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