Renzi&Berlusconi, le riforme “bacate” del patto del Nazareno

Approvato al Senato l’Italicum, cominciamo dal fondo e non dalla testa, cioè dal valore dell’astensionismo nella nuova legge elettorale: che peso avrà chi non vota?

Nessun peso, politicamente pari a zero. Il motivo è semplice: in caso di ballottaggio fra le due liste più votate, il premio di maggioranza (53% dei seggi) andrà al partito più votato – non contano quanti voti – di fatto a reggere le sorti del Paese sarà la minoranza un po’ meno minoranza delle altre minoranze. E non è un gioco di parole. Invece la conferma che a chi non varcherà la soglia del seggio elettorale rimarrà la … “soddisfazione” di restare fuori da tutto e da tutti, lasciando agli altri l’onere (si fa per dire) del comando.

Chi si astiene, insomma, non si “sporcherà le mani” ma saranno altri – con un concetto “particolare” della democrazia, della rappresentanza e la tutela dei diritti politici – a tirare tutti i fili nella più classica logica: “tu non ti interessi di politica ma la politica si interessa di te e decide anche per te”. Chiaro?

Tornando all’inizio, con l’abbinamento dell’Italicum con la riforma costituzionale, avremo alla Camera il 60% degli eletti con voto bloccato, rispetto al 40% del voto con preferenza. Con il sistema dei capilista bloccati in cento collegi plurinominali si avrà una maggioranza parlamentare (340 seggi) basata su 100 deputati “imposti” dai capi partito come premio di fedeltà o giù di lì.

Idem per la minoranza, con i restanti seggi appannaggio di parlamentari eletti anch’essi col voto bloccato.

Scrive Vincenzo Tondi della Mura: “ Quale sia il dissenso all’interno dei partiti e del medesimo Parlamento è facile immaginare. Se la nomina del parlamentare è in gran parte rimessa al leader di riferimento e non già al corpo elettorale, per quale motivo occorrerebbe inimicarsi costui? Se il sistema elettorale premia con il voto bloccato le personalità cooptate dal vertice delle segreterie, per quale interesse varrebbe la pena anteporre la critica costruttiva alla cieca obbedienza?”. Già.

Aggiungendo la “perla” del Senato, “inutile”, interamente costituito da cooptati dalle segreterie regionali degli stessi partiti presenti in Parlamento. Conclude Tondi: “Ancora una volta verrà premiata la cieca obbedienza del singolo aspirante senatore”.

Qui siamo. La malapianta del patto del Nazareno porta questi frutti, dalla bella buccia, col verme dentro. Adesso l’Italicum torna alla Camera: per miglioralo o peggiorarlo ancora?