Sei Nazioni 2011 – Italia: “Dimenticare Grenoble” (per accettare l’oggi)

Prima giornata di lavoro per l’Italrugby che prepara il derby latino con la Francia di sabato 12 marzo al Flaminio di Roma, quarto turno dell’RBS 6 Nazioni. L’Italia ha iniziato da subito a lavorare sul campo con una doppia seduta tecnica con la collaborazione degli atleti delle Fiamme Oro, mentre Lorenzo Cittadini ha dovuto dare

Prima giornata di lavoro per l’Italrugby che prepara il derby latino con la Francia di sabato 12 marzo al Flaminio di Roma, quarto turno dell’RBS 6 Nazioni. L’Italia ha iniziato da subito a lavorare sul campo con una doppia seduta tecnica con la collaborazione degli atleti delle Fiamme Oro, mentre Lorenzo Cittadini ha dovuto dare forfait a causa di una parziale lesione del muscolo sottoscapolare e della capsula articolare anteriore. Al suo posto convocato Ignacio Rouyet.

La conferenza stampa del lunedì ha visto come il solito intervenire gli assistenti di Nick Mallett, Carlo Orlandi e Alessandro Troncon. Entrambi reduci del successo storico dell’Italia a Grenoble nel ’97, entrambi vogliosi di voltare, dopo 14 anni, pagina. “La sconfitta con il Galles ha lasciato l’amaro in bocca – ha detto Orlandi, tecnico degli avanti italiani – ma può diventare il punto di partenza per costruire una grande prestazione contro la Francia, che ritengo essere una formazione più competitiva dei gallesi. La mischia transalpina è molto forte ed esperta, sarà importante l’arbitraggio perché, con un direttore di gara severo, per i francesi potrà essere più rischioso ricorrere a certi segreti del mestiere. Domingo sicuramente può essere un avversario difficile anche per un ottimo giocatore come Castrogiovanni, è piccolo, compatto e con un’ottima tecnica ma dnoi dovremo essere dominanti in mischia ed abbiamo le qualità per riuscirci. In mischia dovremo essere disciplinati e non commettere falli”.
Se parli di Francia non si può non pensare a Grenoble… “Grenoble? Sono passati molti anni, non nemmeno ricordo chi giocasse. Credo che sia tempo di non pensare più all’impresa di Grenoble e pensare invece a fare un’impresa sabato al Flaminio”. Insomma, non restare attaccati al passato e cercare di guardare al futuro, come sottolinea anche Troncon.
“A Grenoble abbiamo vinto? Davvero? Non lo ricordavo – scherza Troncon –. Il rugby negli ultimi quattordici anni si è evoluto rapidamente, soprattutto in Francia e oggi i coqs sono una delle squadre più forti al mondo, lo hanno dimostrato anche nell’ultimo turno del 6 Nazioni a Twickenham. Per noi sarà una gara molto importante per confermare la nostra crescita e la bella prestazione contro il Galles. Dobbiamo riuscirci, anche se in passato per noi non è sempre stato facile giocare due grandi partite di fila. La Francia ha grandi qualità, può esprimere un rugby molto efficace, noi dobbiamo evitare gli errori che ci hanno impedito di portare a casa le due partite giocate in casa al Flaminio e migliorare in quelle aree del gioco dove possiamo progredire”.

Dimenticare Grenoble, ma non solo sabato. Perché quello di oggi è un altro rugby. Perché quell’Italia, volenti o nolenti, non tornerà più. Perché oggi siamo in quel Sei Nazioni che quattordici anni fa sognavamo. E perché restare attaccati al passato non ha mai aiutato.

I Video di Blogo