Quanti sono i grillini che se ne sono andati?

Oggi 10 nuovi fuoriusciti annunciano la creazione di “Alternativa libera”, e il M5s ora deve contarsi attentamente gli uomini

Con l’addio di altri 10 parlamentari pentastellati sono rimasti solo in 127 i fedelissimi alla linea dettata dal MoVimento 5 Stelle: certo, Grillo l’aveva detto, un “calo fisiologico” era previsto da prima ancora che si votasse alle elezioni, ma quello che abbiamo oggi non è più un calo ma una fuga di massa.

“Noi vogliamo cambiare l’Italia e farlo con coerenza e responsabilità. Il M5s è nato per cambiare le cose e per questo oggi abbiamo rassegnato le dimissioni dal gruppo M5s. Vogliamo essere chiamati Alternativa libera, perché siamo un cantiere aperto”

con queste parole la parlamentare Eleonora Bechis ha dato il benservito dei nuovi transfughi al MoVimento e sancito definitivamente la rottura.

Quando, nel febbraio 2013, 163 persone totalmente sconosciute e neoelette facevano il loro timido ma determinato ingresso nella vita politica del paese sembrava che il M5s fosse uno “tsunami”, per usare la stessa parola chiave adottata in quella campagna elettorale, che sarebbe stato capace di cambiare radicalmente la vita parlamentare.

54 senatori (oggi ne sono rimasti 36) e ben 109 deputati (oggi 91) sembravano destinati a cambiare il corso degli eventi, nonostante l’assoluta inesperienza: è successo invece che di questi 163 eletti ne sono rimasti solo 127: tra espulsi, disertori, dissidenti e “libere alternative” si assottiglia sempre più la forza pentastellata, e non senza drammi.

Qui potete trovare l’elenco completo dei fuoriusciti.

Vero è che Grillo lo aveva detto da subito:

“Noi siamo un gruppo di omogeneo. Se poi qualcuno se ne vuole andare, se ne vada, non tratteniamo nessuno, ma abbiamo una bussola dritta. I partiti devono scomparire e andare via, questo è il nostro slogan”

diceva il Beppe nazionale il 16 aprile 2013. Certo è che qui non si tratta di “qualcuno” ma di un nutrito gruppo di ben 36 persone che costituiranno (ma anche questo era stato predetto dai profeti Grillo e Casaleggio) il gruppo indipendente Alternativa Libera.

Il problema è che gli adii, nel M5s, non sono mai indolori: probabilmente i veleni che scorrono nelle vene del M5s vengono fuori al momento della rottura, facendo saltare il tappo del vaso di Pandora dal quale fuoriescono altarini, discussioni, polemiche e dietrologie. E così “i traditori”, come vengono genericamente definiti coloro i quali danno il loro addio al progetto del MoVimento, vengono maciullati in un vero e proprio tritacarne 2.0.

Chissà, forse alla fine resterà solo l’ultimo giapponese. Quello con l’accento di Genova.