Egitto: Studentessa 17enne uccisa in scontri tra Polizia e Fratelli Musulmani

Morta una ragazza durante degli scontri tra polizia e Fratelli Musulmani. Gli islamisti hanno indetto delle manifestazioni, da oggi fino a domenica, per ricordare il quarto anniversario della rivoluzione egiziana anti-Murbarak

Ad Alessandria, nel nord dell’Egitto, una studentessa di 17 anni è rimasta uccisa durante degli scontri scoppiati tra polizia e Fratelli Musulmani. Una bambina di 11 anni, invece, è rimasta gravemente ferita.

La dinamica di quanto accaduto, per il momento, resta poco chiara. Le forze di sicurezza riferiscono che la ragazza è morta a causa di un colpo di arma da fuoco, durante una manifestazione organizzata dal gruppo islamista. Ricordiamo che la Confraternita, rimasta fedele al deposto Presidente Morsi, ha organizzato cortei, da oggi fino a domenica, per celebrare il quarto anniversario della rivoluzione egiziana anti-Murbarak.

La gran parte del gruppo dirigente della Fratellanza, dopo il colpo di Stato compiuto dall’attuale Presidente Abdel Fattah al-Sisi, è finito in carcere. Eppure gli islamisti non demordono e continuano a palesare una grande forza di reclutamento. La “resistenza” dei ribelli però si traduce spesso in attentati terroristici, e il governo fatica a mantenere la situazione sotto controllo.

Tornare a manifestare nelle strade in questi giorni, poi, ha un grande significato simbolico. Per i Fratelli vuol dire non solo rivendicare la guida della “rivoluzione” egiziana e la vittoria alle urne nel 2012, ma anche rinsaldare le fila dei propri sostenitori.

Intanto, a fare le spese della repressione di Al-Sisi non sono solo i militanti islamisti. L’episodio di oggi è emblematico a riguardo. E aggiungiamo che le violazioni commesse dal regime vigente sono state denunciate anche da Human Right Watch. L’Organizzazione non governativa, attraverso Sarah Leah Whitson, fa sapere che “le prigioni e le stazioni di polizia sono piene di sostenitori dell’opposizione, arrestati durante i rastrellamenti. Le persone sono detenute in situazioni disumane di sovraffollamento. Le morti sono una conseguenza prevedibile di queste condizioni“.

In attesa di constatare se le elezioni di primavera del nuovo Parlamento si svolgeranno regolarmente, molte voci si stanno levando per chiedere un cambiamento della politica condotta da Al-Sisi. Associazioni umanitarie e attivisti occidentali, non negando i crimini commessi dalla Fratellanza, vorrebbero che i governi europei e quello americno si impegnassero di più nel pretendere dall’Egitto il rispetto dei diritti fondamentali. Anche perché l’approccio sicuritario de Il Cairo, più che estirpare il problema del fondamentalismo, pare che lo stia incentivando.