Quirinale, Alfano: “Nessun veto a un nome del Pd”

Alfano prende tutti in contropiede e annuncia la sua disponibilità a votare un nome del Pd per il Colle. Ma a chi sta pensando il leader di Ncd?

Angelino Alfano, a poco più di una settimana dalla prima votazione per il nuovo Presidente della Repubblica, prende tutti in contropiede. Il leader del Nuovo Centro Destra contraddice le indiscrezione circolate dopo il vertice con Silvio Berlusconi di lunedì scorso e apre ad un nome del Partito Democratico per il Quirinale.

Ecco cosa ha detto Alfano al termine dell’incontro di Area popolare, Scelta Civica e Per l’Italia-Centro democratico: “Speriamo che il Pd sia lungimirante e si attesti su una scelta condivisa [..] Abbiamo grande rispetto per i grandi elettori del Pd, è il partito più forte con oltre 400 voti e quindi sarebbe arrogante e velleitario dire che il nuovo presidente non deve essere del Pd“.

I più maliziosi potrebbero interpretare questa dichiarazione come una sollecitazione a Renzi ad esporsi di più. E magari a fare il nome di Giuliano Amato, che come è noto sarebbe molto gradito ai moderati e a Forza Italia. D’altro canto siamo certi che il rottmatore terrà le carte coperte fino all’ultimo; e non è escluso che possa tirare fuori un candidato a sorpresa, meno legato alla “partitocrazia” e più in linea con il suo “nuovo” corso.

Tale ipotesi, però, spaventa non poco i centristi. Alfano, infatti, sa perfettamente che il candidato dei moderati, Pierferdinando Casini, ha pochissime possibilità di salire al Colle. Per questo motivo, preferisce non forzare la mano con Renzi e gli offre una convergenza su un nome dell’area democratica che vada bene anche a Berlusconi.

In queste ore, poi, circola un’altra ipotesi per una possibile intesa tra i leader di Fi, Ncd e Pd: quella del Presidente del Senato, Pietro Grasso. Eletto nel partito di Bersani, ma personalità indipendente e da poco approdato alla politica potrebbe essere la scelta giusta per tutti. Il premier, infatti, portando l’ex magistrato al Colle non smentirebbe la sua voglia di innovazione, mentre in cambio Forza Italia potrebbe ottenere la presidenza della “camera alta”.

Ma questi non sono che rumors. Prima che Renzi faccia la prima mossa bisognerà attendere la settimana prossima, forse proprio a ridosso della seduta comune del Parlamento.

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