Nuovo presidente della Repubblica: Beppe Grillo chiede a Renzi una rosa di nomi

Il leader del Movimento 5 Stelle lancia la sua proposta al premier: un elenco di candidati da far votare sul web. Ma perché l’ultima parola dovrebbe spettare ai sostenitori M5S?

di andreas

Mentre infuria il dibattito sul toto Quirinale e dopo che Beppe Grillo ha già più volte rispedito al mittente alcune offerte (trappola?) da parte di Matteo Renzi e altri esponenti del Pd (si era parecchio parlato di Romano Prodi come canidato anche dei pentastellati), ecco che il Movimento 5 Stelle torna alla carica lanciando la loro offerta al premier, direttamente dal blog di Beppe Grillo in un post firmato anche da Casaleggio:

Siamo arrivati alla vigilia delle votazioni per la presidenza della Repubblica e solo una cosa è certa: i nomi dei pretendenti saranno decisi da due persone che discuteranno nel chiuso di una stanza candidature e vantaggi (anche e soprattutto personali). La negazione della democrazia. Il duo Berlusconi/Renzie in attesa di fondare ufficialmente il Partito Unico della Nazione, che già esiste e vota insieme in Parlamento sin dal primo incontro al Nazareno di un anno fa, (auguri!!!) detterà ai suoi nominati incostituzionali in Parlamento i nomi da votare dai quali uscirà il Presidente del Nazareno, scelto quindi da un condannato in via definitiva che in cambio riceverà la grazia attraverso la legge della delega fiscale e l’assicurazione che la sua concessione per le frequenze nazionali non verrà toccata. Le opposizioni non esistono in questo disegno. E’ un baratto, un mini comitato di affari, un suk. Le opposizioni sono chiamate in causa dal magnifico duo solo per ricattarsi a vicenda, se serve, e spuntare qualcosa, come è successo per il voto per la legge elettorale. I nomi che avrebbe fatto il M5S sarebbero stati tutti scartati come lo furono nel 2013.

Parole che sono ovviamente molto lontane da quelle che si pronunciano all’inizio di una trattativa, ma è difficile immaginare che da parte di Beppe Grillo arrivi quella captatio benevolentiae che di solito precede il dialogo tra due avversari. La parte più importante, comunque, è quella che segue:

Per questo chiediamo a Renzie prima che inizino le votazioni la rosa di nomi che si appresta a presentare, come ha ribadito più volte, in qualità di presidente del partito di maggioranza, per proporla ai nostri iscritti in Rete e farla votare. Toc, toc, Renzie batti un colpo di democrazia.

Il tutto è stato anche ripreso da Luigi Di Maio su Facebook.

Al di là del fatto che Matteo Renzi, bocciando l’ipotesi di primarie interne al Pd per decidere il candidato del partito al Quirinale, ha già fatto sapere di non essere d’accordo sul delegare, in via peraltro non ufficiale, la scelta del presidente della Repubblica ai cittadini (anche perché non è previsto dalla Costituzione) vanno anche segnalate un paio di contraddizioni. Prima obiezione, perché Renzi dovrebbe proporre una rosa di nomi su cui poi i soli sostenitori del Movimento 5 Stelle avrebbero diritto all’ultima parola?

Seconda obiezione, perché Renzi dovrebbe fidarsi ciecamente di una votazione così importante da tenersi sul blog di Beppe Grillo, senza la garanzia della correttezza delle votazioni che lì si tengono, certificate per esempio da un ente terzo di garanzia? A prima vista, appoggiare la proposta del M5S non sembrerebbe così tanto “un colpo di democrazia”; sembra più che altro il solito tentativo di lanciare una proposta per forza di cose irricevibile per poi accusare di “scarsa democrazia” chi non l’ha accettata.

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