Elezioni Grecia 2015: l’endorsement di Meloni a Tsipras

Dalla leader di Fratelli d’Italia l’in bocca al lupo a Syriza. Ma ci sono grandi differenze fra le due realtà. E quei termini che sembrano accomunarli sono illusori.

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Elezioni Grecia 2015 – C’è molta confusione che circonda il prossimo appuntamento elettorale ellenico.

Con Tsipras dato per vincente, ma con scarse probabilità di trovare alleanze per formare un governo con Syriza, lo scenario che si profila per la Grecia è di grande incertezza.

Come incerte sono le voci che circondano, soprattutto all’estero, la politica di Tsipras e gli appoggi che riceve.

Oggi, per esempio, su Twitter ha incassato l’endorsement di Giorgia Meloni.

Già ministro della Gioventù nel quarto governo Berlusconi, poi cofondatrice di Fratelli d’Italia (insieme a La Russa e Crosetto), Meloni rappresenta in tutto e per tutto l’antitesi di Tsipras.

Tranne che per un tema, che viene qui abbondantemente cavalcato: l’anti-euro.

Solo che le idee della sinistra radicale di Syriza non hanno nulla a che vedere con la libertà e la sovranità come la intende la destra di Giorgia Meloni.

Libertà, in particolare, è un termine che ha due significati diversi a seconda di chi lo pronuncia. Non c’è traccia di nazionalismo o di conservatorismo sociale, in Syriza. Non c’è traccia di progressismo non liberista in Fratelli d’Italia.

Ci perdonerà, Giorgia Meloni. Ma destra sociale e sinistra radicale sono due soggetti politici diametralmente opposti. E non è una questione di ideologie o di lana caprina. È una questione politica e pratica: si tratta di due modi antitetici di vedere il mondo, di concepirlo; di due diverse idee – con conseguenti diverse ipotesi di applicazione pratica – di governo e di futuro.

Il fatto che da destra sociale si guardi con simpatia a Tsipras dovrebbe dar l’idea della complessità e di quanto sia importante fare distinguo e approfondimenti, onde evitare che l’euro diventi, per restare nei nostri confini, il nuovo Berlusconi: due fazioni di tifosi che tifano pro o contro le abbiamo già viste per vent’anni, in Italia. Ora basta.