Sondaggi politici 2015: il Partito Democratico continua a scendere

Nei sondaggi politici salgono invece Forza Italia e Movimento 5 Stelle, battuta d’arresto per la Lega Nord.

di andreas

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I sondaggi politici continuano a non portare buone notizie per Matteo Renzi e il suo Partito Democratico, una situazione che potrebbe ulteriormente aggravarsi in seguito agli strascichi di quanto avvenuto nelle primarie in Liguria e soprattutto in seguito all’addio di Cofferati al Pd che rilancia la possibilità di una scissione a sinistra. Un clima che non può certo fare bene al Pd di Renzi, che peraltro si trova davanti giorni decisivi, in cui si giocano tre partite fondamentali: l’elezione del nuovo presidente della Repubblica, il varo dell’Italicum e la prosecuzione della riforma del Senato.

Un clima che, soprattutto, non piace agli elettori. Sono ormai settimane che il Partito Democratico registra un calo costante nei sondaggi politici. Un calo leggero, ma inesorabile (e probabilmente anche inevitabile per un partito di governo). In questa settimana, stando alle rilevazioni di Emg-Acqua per il TgLa7, si è però fatto più consistente: il Partito Democratico perde quasi mezzo punto e scende al 35,6%. Un calo in parte compensato dalla crescita di Sel, che nella sua continua altalena questa settimana arriva al 3,4% (ma siccome è tutto da vedere che i due partiti possano ancora essere considerati alleati, non è detto che si possa parlarne come di due “vasi comunicanti”).

Sondaggi politici 20 gennaio 2015: gallery



Sondaggi politici 20 gennaio 2015

Cresce invece il Movimento 5 Stelle: nonostante una costante marginalizzazione dal dibattito politico, nonostante non sembri più in grado di attirare l’attenzione (anche dei media) come ha fatto per lungo tempo e nonostante numerosi flop elettorali (nelle elezioni locali) messi in fila, il partito di Grillo & Casaleggio continua a rimanere attorno al 20%, nettamente il secondo partito in Italia. Dato che dimostra come, al di là di tutto, il M5S possa contare su una base solida, quasi da prima Repubblica, che non cambia partito al minimo soffiar di vento ma che anzi resta fedele anche nei momenti meno facili.

A destra le cose invece non si muovono più di tanto, Forza Italia risale di un paio di decimali arrivando al 14,5%; la Lega Nord perde un paio di decimali e arriva al 14,1%. Questo è un particolare importante: dopo l’attentato in Francia e la paura del terrorismo islamico che ha preso a diffondersi in tutta Europa, tanti avevano pronosticato un boom del partito di Salvini che proprio su queste paure gioca. Per il momento, invece, tutto questo non si vede affatto.