Yemen, scatta il cessate il fuoco

Le ultime notizie sulla situazione in Yemen.

di guido

14 dicembre 2015 – Secondo quanto riportato da AFP, il governo yemenita avrebbe riferito che dalla mezzanotte di oggi scatterà un cessate il fuoco in Yemen.
Mueen AbdulMalek, un membro della delegazione del governo, riferendosi alle forze dei ribelli sciiti Houthi, ha detto:

“Ci auguriamo che le milizie si impegnino per il cessate il fuoco questa volta”

La tregua arriva proprio alla vigilia dei colloqui di pace in Svizzera mediati dall’ONU.

Filo-governativi e houthi uccisi da bombe saudite

8 dicembre 2015 – Secondo fonti della sicurezza yemenita, oggi decine di combattenti che si stvano affrontando in una battaglia per il controllo della città portuale di Mokha, che si trova nel Nord-Ovest dello Yemen, sono rimasti uccisi dai bombardamenti aerei della coalizione guidata dai sauditi. Tra le vittime ci sarebbero sia filo-governativi sia ribelli houthi. I morti sarebbero almeno 37 più decine di feriti.

Ucciso il governatore della città di Aden

6 dicembre 2015Jaafar Mohammed Saad, governatore della città di Aden, capoluogo del governatorato di ‘Adan, nel sud dello Yemen, è stato ucciso in un attentato insieme a sei guardie del corpo che stavano viaggiando con lui quando, secondo quanto riferiscono fonti della sicurezza, il convoglio è stato raggiunto da una granata.

A rivendicare l’attentato ci avrebbero già pensato i militanti dello Stato Islamico, presenti nel Paese ormai dilaniato dalla guerra civile. Non ci sono ancora certezze sulla veridicità della rivendicazione, quello che è certo è che la scelta di eliminare Jaafar Mohammed Saad non è affatto casuale.

Il Maggior generale Saad era stato nominato governatore di Aden lo scorso ottobre, dopo aver contribuito in modo sostanziale a riconquistare la città dalle mani dei ribelli Houthi, grazie anche alla coalizione guidata dall’Arabia Saudita.

Yemen, continuano i combattimenti a Taez

30 novembre 2015 – In Yemen continuano i combattimenti nella provincia di Taez. I ribelli sciiti huthi controllano ancora il Nord dello Yemen inclusa la capitale Sanaa, ma le forze governative, che sono sostenute dalla coalizione araba guidata dall’Arabia Saudita, ultimamente sono riuscite a ottenere dei successi e ad avanzare.
Nella provincia di Daleh, oltre agli scontri sul campo ci sono stati anche bombardamenti da parte dell’aviazione saudita. Gli huthi si sono ripresi Damt, che è la seconda città della provincia, mentre nella provincia di Marib, a est di Sanaa, hanno subìto pesanti bombardamenti da parte della coalizione araba.
La situazione di stallo in cui si trova ormai da tempo la guerra civile in Yemen fa sembrare sempre più necessaria una soluzione diplomatica.

Almeno 22 civili morti in un bombardamento con razzi a Taez

22 ottobre 2015 – Nella località di Taez, a Nord di Aden, almeno 22 civili sono morti a causa dei razzi katiuscia sparati presumibilmente dalle milizie dei ribelli coiti huthi. Molti altri sono rimasti feriti. La città è nelle mani delle forze fedeli al presidente Abdel Rabbo Hadi Mansour, ma è circondata dai ribelli e dalle milizie leali dell’ex presidente Abdallah Saleh. Da giorni questi ultimi bersagliano la città con colpi d’artiglieria e di mortaio. Tra le vittime ci sono anche donne e bambini. Dal marzo scorso a oggi sono circa 4.500 i civili che hanno perso la vita nella guerra civile.

Due esplosioni causano più di 20 morti

2 settembre 2015 – Due attentati hanno causato almeno 20 vittime nella capitale dello Yemen in mano ai ribelli Sanaa. Un uomo si è fatto esplodere all’interno di una moschea frequentata sia dai sunniti che dagli sciiti, poco dopo un’autobomba è esplosa vicino ad un’uscita della stessa moschea. È successo durante la chiamata alla preghiera della sera, il bilancio delle vittime potrebbe salire, fonti mediche riferiscono di molte persone trasportate in ospedale in gravi condizioni. Alcuni testimoni hanno riferito che l’autobomba è esplosa mentre i soccorritori portavano fuori dalla moschea i feriti e le vittime della prima esplosione. Non ci sono state ancora rivendicazioni, ma si suppone che possa essere opera di un gruppo estremista affiliato allo Stato Islamico, in passato infatti attacchi del genere erano già stati messi a segno.

Poche ore prima due operatori della Croce Rossa erano stati assassinati da un assalitore solitario nella provincia di Amran, a nord del paese. Le due vittime stavano viaggiando in macchina verso la capitale Sanaa quando sono stati fermati da un uomo che prima ha chiesto dei soldi e poi ha aperto il fuoco. Uno dei due operatori è morto sul colpo, l’altro mentre veniva trasportato in un vicino ospedale. Il Comitato Internazionale della Croce Rossa (ICRC) ha fatto sapere che le operazioni nella zona sono temporaneamente sospese.

Yemen, almeno 40 morti in 24 ore. La Croce Rossa sospende operazioni ad Aden

25 agosto 2015 – Il Comitato internazionale della Croce Rossa ha annunciato la sospensione temporanea delle sue operazioni umanitarie ad Aden, nel Sud dello Yemen, dove in sole 24 ore si sono registrati almeno quaranta morti a causa degli attacchi della coalizione che è guidata dall’Arabia Saudita contro le basi dei ribelli houthi.

L’Onu: “Yemen sull’orlo della carestia”

20 agosto 2015 – Secondo l’Onu lo Yemen è sull’orlo della carestia e 13 milioni di persone hanno urgentemente bisogno di aiuto. A causa della guerra in corso i mercati non hanno cibo e le organizzazioni umanitarie non riescono a muoversi nel Paese per distribuire viveri. Amnesty International ha denunciato le atrocità commessa contro i civili da parte di tutti gli schieramenti in lotta tra di loro e ha chiesto all’Onu di aprire un’inchiesta indipendente.

Al Quaeda esorta i lupi solitari a colpire gli Usa

5 agosto 2015 – La fazione yeminita di Al Qaeda invita i cosiddetti “lupi solitari” a colpire gli Stati Uniti. A dare la notizia è stata la Cnn, che parla di una lettera in cui è presente l’esortazione al terrorismo: “Vi esortiamo a colpire l’America sulla sua terra e oltre“.

La missiva porterebbe la firma di Ibrahim al Asiri, ritenuto il massimo esperto di esplosivi dell’organizzazione jihadista nella Penisola Araba. Su di lui, gli Usa hanno messo una taglia da 5 milioni di dollari.

Yemen, attacchi dei ribelli houthi: uccisi 45 civili ad Aden

20 luglio 2015 – Continuano gli attacchi dei ribelli houthi nello Yemen: nelle ultime ore un’esplosione di alcuni colpi di mortaio nel quartiere di Dar Saad, ad Aden, ha provocato la morte di almeno 45 civili.

8 luglio 2015 – Decine di soldati, il numero è ancora in via di definizione, sarebbero rimasti uccisi in un raid aereo condotto dalla coalizione guidata dall’Arabia Saudita su una base militare nel centro-nord dello Yemen.

Fonti militari riferiscono che il raid sarebbe stato accidentale, anche se a morire sono stati dei soldati fedeli al presidente esiliato Abd Rabbu Mansour Hadi. Un’altra fonte, ne dà conto la BBC, riferisce invece che il raid sarebbe stato programmato e finalizzato a impedire a quei soldati di disertare e unirsi ai ribelli houthi.

Qualche dettaglio in più arriva dall’agenzia spagnola Efe, secondo la quale la coalizione avrebbe bombardato la base di al-Abr, nella provincia di Hadramawt, per impedire alle forze ribelli di prendere il controllo dell’area al confine con l’Arabia Saudita. La fonte citata dall’agenzia spagnola parla di almeno 70 soldati rimasti uccisi e circa 200 feriti.

Yemen, l’ONU accusa: “Colpito un nostro ufficio dalla coalizione guidata dall’Arabia Saudita”

Lunedì 29 giugno 2015 – L’ONU ha riferito che una delle sue strutture in Yemen è stata bombardata dalla coalizione guidata dall’Arabia Saudita. Ban Ki-moon, il segretario generale, ha detto che i raid della coalizione ad Aden hanno causato gravi danni a un ufficio del programma dell’ONU per lo sviluppo. Inoltre una guardia è rimasta ferita. Questo episodio, secondo Ban Ki-moon, non fa che evidenziare la necessità di porre fine ai combattimenti e tornare al tavolo delle trattative per trovare una soluzione alla crisi in Yemen.

Giovedì 4 giugno 2015 – Ai colloqui sullo Yemen organizzati dalle Nazioni Unite e che si svolgeranno a Ginevra parteciperanno anche i ribelli sciiti houthi, secondo quanto ha riferito uno dei loro leader, Daifallah al Shami.

Giovedì 28 maggio 2015 – Lo Yemen ha vissuto uno dei giorni più sanguinosi dall’inizio della guerra: sotto i bombardamenti della coalizione guidata dall’Arabia Saudita sono morte 80 persone, 43 delle quali nei raid sulla capitale Sanaa. Tra gli obiettivi della coalizione saudita ci sono il quartier generale delle forze speciali dei ribelli houthi e un deposito di armi nella periferia di Sanaa. Intanto non c’è ancor a una data per i colloqui di pace voluti dall’ONU e la situazione umanitaria è sempre più drammatica: 545mila sono i profughi e i bene di prima necessità sono sempre più scarsi. Secondo l’ONU 8,6 milioni di persone hanno bisogno di assistenza sanitaria e aiuti umanitari.

Lunedì 25 maggio 2015 – I colloqui di pace voluti dall’ONU in relazione a quanto sta accadendo in Yemen sono stati posticipati. Erano previsti a partire da giovedì 28 maggio a Ginevra, ma ora sono stati rinviati sine die. Abd Rabbu Mansour Hadi, Presidente dello Yemen in esilio, si è detto disposto a partecipare ai colloqui, ma in una lettera a Ban Ki-moon ha detto che lo fa solo a condizione che i ribelli houthi si ritirino dai territori conquistati dall’inizio del conflitto.

Mercoledì 20 maggio 2015 – A Ginevra, a partire dal 28 maggio, prenderà il via una nuova serie di colloqui per arrivare ad un processo di transizione politica in Yemen. A dirlo è stato il Segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon.

In una nota, Ban ha esortato a “impegnarsi in queste consultazioni in buona fede e senza pre-condizioni“. Ed ha aggiunto: “L’unica soluzione duratura alla crisi in Yemen è un accordo politico negoziato tra le parti ed inclusivo“. Tuttavia, il governo yemenita ha fatto sapere che esige il ritiro dei ribelli sciiti Houthi come presupposto per partecipare alla conferenza Onu.

Yemen, la tregua è finita: ripresi i bombardamenti

Lunedì 18 maggio 2015 – La tregua umanitaria è ufficialmente finita alle ore 22 italiane di ieri sera e i bombardamenti aerei sullo Yemen da parte della coalizione araba guidata dall’Arabia Saudita sono ricominciati questa notte. Non è stato dunque ascoltato l’appello dell’ONU a continuare il cessate il fuoco visto che la situazione è “catastrofica” e da marzo a oggi sono già state uccise più di 1.600 persone tra le quali anche molti civili.

Secondo fonti locali, ci sono stati già bombardamenti su Aden, dove sono stati colpiti il cortile del palazzo presidenziale e altre due zone in cui si trovano i ribelli houthi.

Yemen, la tregua di 5 giorni

Giovedì 14 maggio 2015 – Nonostante dalla sera del 12 maggio sia entrata in vigore la tregua che deve durare per cinque giorni, in diverse parti dello Yemen continuano a esserci scontri tra fazioni rivali. La coalizione guidata dall’Arabia Saudita ha perciò accusato i ribelli sciiti houthi di aver violato il cessate il fuoco umanitario nelle prime 24 ore e ha segnalato almeno dodici violazioni.

In particolare è nella provincia sudoccidentale di Taiz che si stanno verificando più scontri, qui li houthi e i loro alleati, ossia le forze fedeli all’ex Presidente Ali Abdullah Saleh, hanno attaccato alcune zone residenziali. Ad Aden le navi da guerra della coalizione hanno bombardato le postazioni dei ribelli.

Intanto le agenzie umanitarie stanno distribuendo alla popolazione gli aiuti.

Drone Usa uccide Nasr al-Ansi

Giovedì 7 maggio 2015

21:45 – Secondo il SITE Intelligence Group, un drone Usa avrebbe ucciso Nasr al-Ansi, il leader del gruppo del ramo yemenita-saudita di al Qaida che rivendicò in un video l’attacco contro Charlie Habdo.

7 maggio 2015 – I raid aerei della coalizione guidata dall’Arabia Saudita saranno interrotti per cinque giorni. Il cessate il fuoco umanitario è stato annunciato per permettere l’invio di aiuti alla popolazione civile. La tregua è stata ben accolta dal Segretario di Stato Usa John Kerry che l’aveva espressamente richiesta nei giorni scorsi. La notizia è stata diffusa dal governo di Riad che da marzo è alla guida della coalizione che bombarda le postazioni Houti per fermarne l’avanzata.

6 maggio 2015 – Almeno 32 persone sono morte e 67 sono rimaste ferite, è questo il bilancio del bombardamento che ha colpito un gruppo di civili in fuga dalla città di Aden. A renderlo noto, sono state fonti di sicurezza yemenite, che hanno precisato che ad aprire il fuoco sarebbero state le milizie sciite Houthi.

I ribelli avrebbero preso di mira un barcone carico di persone, che tentavano di scappare dal quartiere di al-Tawahi per raggiungere la zona di al-Buraiqa, ad ovest. Ricordiamo, inoltre, che due civili erano stati uccisi ieri in Arabia Saudita, alla frontiera con lo Yemen, dal lancio di mortai e razzi degli insorti. Questi hanno preso anche in ostaggio cinque soldati sauditi.

Intanto, il segretario di Stato americano, John Kerry, fa sapere dal Gibuti che discuterà una tregua umanitaria a Riad con le autorità saudite. La “pausa” si rende necessaria per far arrivare aiuto alle popolazioni che ormai sono giunte allo stremo: “Auspichiamo che la coalizione possa lavorare con l’Onu e la comunità internazionale per trovare un modo di distribuire aiuti“.

Infine, oggi è arrivata anche una durissima accusa di Khamenei, la Guida Suprema dell’Iran, agli Stati Uniti. Secondo lo ayatollah, che come è noto appoggia la rivolta sciita, “gli Usa aiutano Riad a compiere crimini“. Ed ha aggiunto: “gli americani sostengono senza alcuna vergogna l’uccisione della popolazione yemenita, ma accusano l’Iran di interferire e di inviare armi mentre cerchiamo soltanto di fornire cibo e aiuti medi“.

Yemen, la coalizione araba annuncia la fine delle operazioni militari

20.10 – La coalizione araba ha annunciato la fine delle operazioni militari in Yemen. “La campagna militare si è conclusa positivamente, adesso non ci sono più minacce“, dichiara la coalizione aggiungendo che ora parte una nuova fase dal punto di vista politico.

21 aprile 2015 – La portaerei americana, Theodore Roosevelt, scortata dall’incrociatore Normandy, si ta dirigendo nelle acque dello Yemen. Qui intercetterà carichi di armi iraniane, destinate a rifornire i ribelli sciiti Houthi.

La Roosevelt affiancherà altre due navi che si trovano già in loco. L’obiettivo è quello di presidiare l’operato delle 7-9 unità inviate da Teheran, che potrebbero tentare di violare il blocco delle imbarcazioni egiziane e saudite. A tale riguardo, il portavoce della Casa Bianca, Josh Earnst, ha detto :”Abbiamo le prove del fatto che gli iraniani stano fornendo armi e altre forme di sostegno agli Houthi in Yemen“.

Yemen, si è dimesso l’inviato dell’Onu Jamal Benomar. Combattimenti a Taiz

15:15 – Le agenzie di informazione segnalano che nella città di Taiz, che si torva nel Sud-Ovest dello Yemen, sono in corso dei combattimenti tra truppe di fedeli al presidente Abd Rabbo Mansur Hadi e i ribelli sciiti houthi. Per questi ultimi si tratta di un nuovo fronte, visto che finora hanno combattuta soprattutto nei pressi di Aden.

Giovedì 16 aprile 2015 – Il consulente speciale dell’ONU sullo Yemen, Jamal Benomar, ha annunciato le sue dimissioni. Fonti diplomatiche riferiscono che Benomar ha chiesto al Segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon di lasciare la sua missione, tuttavia il diplomatico marocchino garantirà ancora un appoggio esterno mettendo a disposizione le sue competenze. L’Onu ha fatto sapere che, “a tempo debito”, sarà nominato un successore. Intanto, dopo l’approvazione da parte del Consiglio di Sicurezza dell’ONU di una risoluzione per mettere fine al conflitto, la crisi in Yemen si inasprita.

Ancora raid della coazione a guida saudita: 28 morti

Domenica 12 aprile, ore 14.25 – Sono almeno 28 le persone che hanno perso la vita in Yemen nelle ultime 24 ore. I raid aerei della coalizione guidata dall’Arabia Saudita hanno causato 15 morti, mentre le fonti ospedaliere parlano di 13 morti in seguito agli scontri avvenuti ad Aden fra i ribelli Houti e le forze fedeli al presidente deposto Abed Rabbo Mansur Hadi. Secondo al Arabiya, i caccia avrebbero colpito postazione dei ribelli nei pressi del Palazzo presidenziale di Aden, città-roccaforte dei filo-governativi. Dall’inizio dell’operazione della coalizione a guida sannita sarebbero stati uccisi 500 ribelli Houti e i raid aerei sono stati 1200.

Ad Aden situazione fuori controllo

Mercoledì 8 aprile 2015

15.40 – La situazione nella città di Aden è ormai fuori controllo da giorni, si combatte in strada mentre i ribelli avanzano senza sosta nel tentativo di prendere il controllo dell’intera città, diventata capitale temporanea del Paese dopo la presa di Sana’a, una manciata di settimane fa.

Oggi, per la prima volta dall’inizio del conflitto, Medici Senza Frontiere ha annunciato di aver recapitato con successo il primo carico di medicinali, un carico da 2,5 tonnellate arrivato oggi nel porto di Aden. Ed è proprio il capo della missione in Yemen di MSF ha dare un’ulteriore conferma che caos per le strade della città, con strade blocca

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