Libia, Isis rivendica attentato contro l’ambasciata algerina

Lo Stato Islamico rivendica l’attentato all’ambasciata algerina a Tripoli. La capitale resta nelle mani dei miliziani fondamentalisti e il negoziato di pace a Ginevra si preannuncia molto complicato

Lo Stato Islamico ha rivendicato l’attentato dinamitardo contro l’ambasciata algerina a Tripoli. L’annuncio è arrivato su Twitter, dove è stata postata una foto con didascalia su uno degli account attribuiti ai miliziani fondamentalisti che operano in Siria e in Iraq.

L’attentato ha avuto luogo sabato e si è verificato contemporaneamente ad un altro attacco-bomba contro l’ambasciata dell’Arabia Saudita di Tripoli. Ricordiamo che attualmente la capitale è nelle mani dei miliziani dello Scudo di Misu­rata, parte del car­tello isla­mi­sta Fajr (Alba). La città, da tempo, non è più sede del governo riconosciuto dalla comunità internazionale, ma ospita un esecutivo guidato da Omar al-Hassi. I tentativi di riconquistarla, da parte delle forze del generale Khalifa Haf­tar, si sono dimostrati, da maggio fino ad oggi, tutti un fallimento.

Fortunatamente gli attentati non hanno provocato vittime: fonti informate stimano un bilancio di tre feriti e parlano di danni provocati alle mura di cinta. Tuttavia il numero delle vittime di guerra non si arresta nel paese. Nell’est, nella città di Ajda­biya (a circa 100 km da Bengasi), un kamikaze si è fatto esplodere contro un posto di blocco dell’esercito, provocando quattro morti.

Intanto proseguono i colloqui di pace a Ginevra tra le fazioni in lotta. Bernardino Leon (l’inviato Onu per la Libia) ha ribadito dalla città svizzera, mettendo così a freno facili entusiasmi, che il dialogo “è un processo che richiederà del tempo“.

Le parti in causa per ora hanno concordato su una dichiarazione di intenti. Ovvero, un’agenda che include il raggiungimento di un’intesa per formare un governo di unità nazionale e i necessari accomodamenti per porre fine al conflitto armato. Molto probabilmente, i colloqui riprenderanno la prossima settimana.