Anche #iosonoleft – Una settimana per riprendersi il settimanale

Il giornale esce di nuovo in edicola, ma i giornalisti storici sono stati esclusi dall’editore. Ora tentano di partecipare all’asta per comprarsi il settimanale.

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Una settimana di tempo per provare a riprendersi LeftAvvenimenti. Questo è quel che resta ai giornalisti del settimanale.

La strana vicenda della chiusura di Left è stata raccontata, fra l’altro, sul Fatto Quotidiano e approfondita da DataMediaHub.

Nel frattempo, il vecchio editore, senza coinvolgere i giornalisti che hanno tenuto in vita il settimanale negli ultimi anni, ha fatto uscire nuovamente Left, con una bella gaffe che dà l’idea dell’opacità dell’operazione: in copertina c’è Tsipras, ma il leader di Syriza ha espresso la sua solidarietà ai giornalisti non inclusi nel progetto editoriale.

E questi ultimi hanno deciso di provare a riprendersi la testata. L’asta per l’acquisto si svolgerà il 21 o il 22 gennaio.

Ecco quel che scrivono i giornalisti sul loro blog:

«Parte la raccolta fondi per trovare i soldi necessari per acquistare la testata, le cui offerte di acquisto all’asta si chiuderanno il 16 gennaio. Se Editoriale 90 non avesse lanciato la sua offerta, la cooperativa che edita Left avrebbe avuto 60 giorni di tempo per trovare il denaro necessario. Ma l’intervento dell’imprenditore Matteo Fago ha fatto sì che il tempo si riducesse ad appena 5 giorni: il liquidatore ha infatti comunicato che l’asta si svolgerà presumibilmente il 21 o il 22 gennaio. Abbiamo bisogno di voi. Sosteneteci su Produzioni dal basso oppure con un bonifico sul conto dell’Associazione stampa romana, a cui va il nostro ringraziamento».

«Abbiamo bisogno di 30mila euro: se non raggiungeremo il nostro obiettivo i soldi verranno restituiti».

Io ho scritto per Left. Mio nonno era abbonato ad Avvenimenti. Sono sentimentalmente e, in qualche modo, anche editorialmente legato a quella testata, che fu sostanzialmente l’unica a permettermi, nei miei mesi di permanenza all’Aquila, di raccontare le vicende legate alla gestione post-emergenziale del terremoto aquilano senza concentrarmi su un singolo dettaglio che facesse presa sull’indignazione di pancia. Oggi potrei raccontare la medesima storia su Blogo. Ma per la libertà che ha sempre concesso ai suoi giornalisti, Left merita di essere sostenuto.

Ecco perché anch’io sono Left.

Ed ecco la campagna di raccolta fondi.