Kyenge, ex parlamentare leghista condannato per diffamazione

Fabio Rainieri aveva postato sul suo profilo Facebook un’immagine del ministro Kyenge sostituendone il volto con quello di una scimmia. E Matteo Salvini invoca il diritto alla satira

Il Tribunale di Roma ha condannato a un anno e tre mesi l’ex parlamentare della Lega Nord, Fabio Rainieri, che aveva pubblicato sul suo profilo Facebook la foto dell’allora ministro per l’Integrazione Cecile Kyenge sostituendone il volto con quello di una scimmia.
Ranieri, attualmente vicepresidente del consiglio regionale dell’Emilia Romagna, è stato condannato per diffamazione con l’aggravante della discriminazione razziale e dovrà far fronte a un risarcimento di 150mila euro.

Un caso analogo aveva interessato un altro parlamentare leghista, l’ex ministro Roberto Calderoli che, nell’estate 2013, aveva paragonato l’allora ministro per l’integrazione a un orango.

Ha vinto la giustizia. Non si trattò di una critica politica, ma di vera e propria propaganda volta a seminare odio e violenza. Perché la critica implica dialettica e argomentazione. Dileggiare una persona esclusivamente per il colore della pelle non implica argomentazione, né retropensiero. È come dire: ‘tutti voi, neri, non siete solo razza inferiore ma siete animali’. Un vero e proprio atto di violenza e come tale va sanzionato dalla legge. Istigare le persone a considerare i neri come animali non è satira, né critica, ma solamente un reato ed è proprio per questo che trovo altrettanto grave la decisione della Lega Nord di non discostarsi dalle posizioni sostenute da Rainieri. In questo modo è l’intero partito a rendersi corresponsabile delle sue azioni,

ha commentato Kyenge.

Matteo Salvini ha espresso la propria solidarietà a Raineri su Facebook chiamando in causa il diritto alla satira di cui tanto si parla:

Fabio Rainieri, segretario della Lega in Emilia, è stato condannato a un anno e tre mesi di carcere per aver postato una immagine offensiva della Kyenge su Facebook. Alla faccia della Libertà di Satira! Neanche a un ladro o a uno spacciatore danno una condanna così, pazzesco.

(function(d, s, id) { var js, fjs = d.getElementsByTagName(s)[0]; if (d.getElementById(id)) return; js = d.createElement(s); js.id = id; js.src = “//connect.facebook.net/it_IT/all.js#xfbml=1”; fjs.parentNode.insertBefore(js, fjs); }(document, ‘script’, ‘facebook-jssdk’));

Il diritto di satira che – è bene ricordarlo in questi giorni di propaganda libertaria – non è normato dalla legge italiana. Pertanto, tutto ciò che attenga alla sfera del diffamatorio, per di più con l’aggravante razzista, può essere sottoposto a giudizio.

ITALY-POLITICS-GOVERNMENT-BONINO

Via | Corriere