Lo Stato Islamico e il supporto nei paesi arabi

Il tasso di approvazione nei confronti dell’Isis è basso, ma c’è qualche eccezione importante.

di andreas

Lo Stato Islamico di al-Baghdadi è ormai diventato una realtà terroristica consolidata, che controlla una parte importante di Siria e Iraq e terrorizza il mondo attraverso il reclutamento e l’addestramento di foreign fighters che, una volta tornati in patria, possono diventare una minaccia alla nostra sicurezza (come si è visto nel caso dell’attentato a Charlie Hebdo, anche se i fratelli Kouachi l’hanno rivendicato in nome di Al Qaeda).

Sappiamo anche quali siano, almeno in parte, gli obiettivi dello Stato Islamico, quello che invece non è chiaro è quanto il mondo arabo approvi l’operato dei terroristi dell’Isis, se li consideri in qualche misura anche un’espressione legittima della resistenza contro il mondo occidentale. Per rispondere a questa domanda ci viene in aiuto uno studio dell’Arab Center for Research and Policy Studiespubblicato in Italia anche dall’Ispi, l’Istituto per gli studi di politica internazionale, che ha sondato quale fosse il supporto per lo Stato Islamico in otto paesi del mondo arabo: Iraq, Arabia Saudita, Tunisia, Egitto, Palestina, Giordania, Libano e tra i rifugiati siriani.

Non è poi una gran sorpresa scoprire che il supporto di cui gode l’autoproclamato califfato islamico è abbastanza basso, anche nei paesi più conservatori: in Arabia Saudita il 70% lo considera negativamente, un altro 15% lo considera negativo ma con meno convinzione, il totale fa un 85% di opinioni negative contro un 10% di opinioni positive o quasi. Praticamente identica la situazione anche in Tunisia, Giordania e tra i rifugiati siriani. Ancor meno vasto è il supporto in Egitto, in cui il 77% ha un’opinione del tutto negativa (ma si arriva all’84% sommando anche le opinioni “quasi negative”) e in Iraq, dove il supporto non va oltre il 6% e i giudizi negativi raggiungono il 90%. In Libano la contrarietà raggiunge addirittura il 98% dei giudizi.

A questo panorama tutto sommato rassicurante (soprattutto per quanto riguarda l’Iraq, che l’Isis ce l’ha in casa), si affianca però un’eccezione, quella della Palestina. In Cisgiordania e nella striscia di Gaza le opinioni negative dell’Isis si fermano 72% complessive, mentre quelle positive salgono al 24%. Significa che addirittura un palestinese su quattro si è fatto un’idea positiva dello Stato Islamico.