Semestre Europeo di presidenza italiana, il discorso di chiusura di Renzi: “Non esiste sicurezza senza libertà in Europa”

Il discorso di chiusura del semestre europeo di presidenza italiana.

9.48 – “L’Italia, fedele al suo messaggio di civiltà, lavorerà ad un’Europa sempre più dei popoli e sempre meno della burocrazia“, così si chiude il discorso di Renzi tra applausi ma anche qualche piccola contestazione.

9.45 – “L’Europa deve ricordarsi che è una superpotenza di valori, dobbiamo guardare alla politica di vicinato in modo diverso, con attenzione diversa al Mediterraneo e all’allargamento dell’Unione Europea, penso ad Albania, Serbia, Montenegro“.

9.42 – “Il contrario di integrazione è disintegrazione: quando si pensa di difendere l’identità difendendoci in fortezze, dobbiamo ricordarci che non esiste sicurezza senza libertà in Europa. I nostri nemici puntano a cambiare il nostro modo di vivere“.

9.40 – Inevitabile parlare di Charlie Hebdo: “La foto storica non è quella dei leader ma quella del popolo francese. Donne e uomini che con quella presenza dicono che i nostri valori sono più forti delle minacce“.

9.35 – Renzi elenca una serie di traguardi raggiunti in questi sei mesi, cita tra gli altri la declassificazione degli accordi TTIP, e rimanda ad un libretto preparato per elencare appunto i risultati.

9.29 – Renzi saluta Giorgio Napolitano, “che proprio in queste ore lascerà il suo incarico“. Applauso dell’aula.

9.26 – Renzi: “Non si guida un semestre pensando all’interesse del proprio paese, ma pensando alla chance per il futuro dell’Europa“. Poi dice: “Ogni anno diamo all’Europa molti più milioni di euro di quanti ne riceviamo […] veniamo nelle istituzioni non per chiedere aiuto ma per offrire la storia dell’Italia. Per noi l’Europa è un luogo di speranza, ma sappiamo che i nostri problemi dobbiamo risolverli a casa nostra“. A seguire il suo discorso in tribuna, anche Beppe Grillo.

13 gennaio, 9.20 – Mattero Renzi è arrivato a Strasburgo, al Parlamento europeo. Tra pochi minuti il suo discorso che concluderà il semestre europeo di presidenza italiana.

Domani, martedì 13 gennaio 2015, Matteo Renzi si presenterà davanti al Parlamento Ue per leggere (o parlare a braccio come fece nel discorso inaugurale?) il rapporto finale del semestre europeo di presidenza italiana che è iniziato il 2 luglio 2014.

Sei mesi fa Renzi parlò di una “generazione Telemaco” che doveva raccogliere l’eredità dei suoi predecessori da una parte dimostrando di meritarla e dall’altra cercando di migliorarla per creare un’Europa più “smart”, con un minor carico di burocrazia, aperta al confronto tra idee politiche diverse.

Il 2 luglio Renzi ha usato soprattutto due parole durante il suo discorso: “orgoglio e coraggio” e in questi sei mesi si è sicuramente dimostrato spesso “orgoglioso”, tanto da attaccare ripetutamente i burocrati europei (inclusi i funzionari e i tecnici italiani) e ripetendo di non volere “lezioni” da parte di nessuno. Per quanto riguarda il coraggio, invece, non sembra aver lasciato traccia di nessuna azione particolarmente coraggiosa, innovativa, degna di essere ricordata.

Insomma, in sei mesi, a parte i continui viaggi del Premier e il fatto che in Italia non si sia potuto dimettere il Presidente della Repubblica, non sembra essere cambiato nulla. Forse la più grande vittoria di Renzi in Europa finora è stata l’aver fatto nominare Federica Mogherini come Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza.

Il discorso di Renzi di domani arriva dopo la grande marcia a Parigi di tutti i capi di Stato e di governo del mondo e di oltre due milioni di persone che hanno manifestato contro il terrorismo e a favore della libertà d’espressione, quella difesa dai redattori e disegnatori di Charlie Hebdo che hanno perso la vita lo scorso 7 gennaio. Questi fatti saranno molto probabilmente citati dal Premier italiano davanti al Parlamento europeo, forse saranno anche un pretesto per evitare di parlare del proprio operato, per fare un vero resoconto di quello che è stato fatto in questi sei mesi. C’è indubbiamente molta curiosità su quali nuovi slogan, su quali parole Renzi porrà l’accento. Del discorso di inaugurazione molti ricorderanno la metafora del “selfie”, quando cioè il Premier disse che se l’Europa si fosse scattata un selfie avrebbe avuto il volto della noia. E oggi è meno noiosa? Ma soprattutto è più utile ed efficiente?

Ricordiamo che la presidenza dell’Ue nei prossimi sei mesi sarà della Lettonia, mentre da domani l’Italia tornerà a parlare dell’elezione del nuovo Presidente della Repubblica.

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