Libia, Onu: La prossima settimana previsti Negoziati a Ginevra

A Ginevra si incontreranno personalità che “sostengono” le fazioni in lotta. L’obiettivo dell’Onu è quello di raggiungere un accordo su un governo di unità. Il ministro Gentiloni si mostra ottimista, ma intanto gli scontri in Libia continuano

Dopo il mancato vertice del 5 gennaio tra le fazioni in conflitto, Bernardino Leon (nella foto), l’inviato Onu per la Libia, si è rimesso subito al lavoro. Il diplomatico spagnolo è riuscito a fissare un nuovo incontro per la prossima settimana, presso l’Ufficio delle Nazioni Unite a Ginevra. Qui si dovrebbe tenere una tornata di colloqui per cercare di raggiungere un punto di intesa tra le parti.

A riferirlo è stata una nota delle Nazioni Unite in Libia (Unsmil), che però non specifica quale sarà la data dell’incontro. Ecco cosa si legge dal testo:

“L’obiettivo primario di questo dialogo politico sarà quello di raggiungere un accordo sulla gestione della parte restante del periodo di transizione, compresa la formazione di un governo di unità nazionale che goda di un ampio sostegno, e sia in grado di aprire la strada ad un ambiente stabile per il processo costituzionale in cui possa essere adottata una nuova costituzione permanente”

Tuttavia, l’annuncio, data la situazione odierna, rischia di configurarsi come eccessivamente ambizioso. A tale riguardo, è opportuno sottolineare che al vertice non dovrebbero essere presenti i rappresentati ufficiali delle parti in causa. A riferirlo è l’Ansa, che riporta “fonti informate libiche“. Per l’Agenzia di informazione italiana, ci sarà solo “una partecipazione indiretta“, ovvero saranno presenti “almeno 16 personalità pubbliche, ex-parlamentari e deputati in carica che sostengono Fajr Libya al potere a Tripoli, il governo di Tobruk riconosciuto dalla comunità internazionale e l’ex generale Khalifa Haftar che combatte per questo esecutivo“.

Altro fattore che rende molto difficile l’efficacia del summit è l’assenza di un accordo su una tregua. Le milizie in lotta, infatti, continuano ad affrontarsi senza sosta. Ancora ieri , l’esercito filo-governativo, guidato dal generale golpista Khalifa Haftar, ha compiuto raid aerei sui siti militari della coalizione che sostiene il Parlamento di Tripoli.

Le milizie islamiste, per parte loro, non hanno nessuna intenzione di recedere, come evidenziato anche dall’assassinio di due giornalisti tunisini, avvenuta lo scorso giovedì.

Infine, segnaliamo che il nostro ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, da sempre favorevole ad una soluzione diplomatica del conflitto, ha accolto con grande ottimismo l’annuncio dell’incontro ginevrino. Nonostante le difficoltà che esso comporta, il ministro ha richiamato al senso di responsabilità di tutti:

“Da parte italiana ci si augura che tutte le parti coinvolte si vogliano impegnare seriamente e concretamente nel processo politico facilitato dalle Nazioni Unite. Su di esse ricade la responsabilità primaria per una soluzione della crisi libica […] Non vi è alternativa a tale processo al fine di porre fine al conflitto in corso, evitare l’ulteriore deterioramento della situazione umanitaria che colpisce drammaticamente la popolazione civile e di ristabilire la sovranità, la stabilità e la sicurezza del paese”

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