Inquinamento del Lambro, indagati i due proprietari della società

Ricordate lo sversamento di 2.600 tonnellate di idrocarburi nel Lambro avvenuto nella notte tra il 23 e il 24 febbraio dell’anno scorso? A distanza di un anno come riporta il Corriere ci sono due indagati. Si tratta dei proprietari della Lombarda Petroli, Giuseppe e Rinaldo Tagliabue. Dietro il disastro ecologico non ci sarebbero nè avvertimenti

Ricordate lo sversamento di 2.600 tonnellate di idrocarburi nel Lambro avvenuto nella notte tra il 23 e il 24 febbraio dell’anno scorso?

A distanza di un anno come riporta il Corriere ci sono due indagati. Si tratta dei proprietari della Lombarda Petroli, Giuseppe e Rinaldo Tagliabue. Dietro il disastro ecologico non ci sarebbero nè avvertimenti della ‘ndrangheta, nè sabotaggi della concorrenza nè vendette di dipendenti. 

I Tagliabue sono accusati di “sottrazione all’accertamento o al pagamento dell’accisa sugli oli minerali”. Ovvero: il disastro sarebbe stato provocato per coprire l’evasione delle imposte su tonnellate di gasolio.

Riporta il quotidiano che:

“Da raffineria con 300 operai, la Lombarda Petroli si era trasformata in centro di stoccaggio con una decina di dipendenti. Eppure non c’era stato totale ridimensionamento. Continuavano a entrare enormi quantità tenute in deposito per conto terzi. Carburante, oli industriali. Le quantità, a detta degli accertamenti, non trovavano corrispondenza nei registri contabili e soprattutto nelle tasse versate. Si ipotizza che in quel febbraio controlli dell’Agenzia delle dogane avrebbero potuto comportare milioni di euro di multe e conseguenze penali”

Se la dinamica venisse confermata i proprietari della società rischiano quindi anche l’incriminazione per ‘disastro ecologico’.

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