Dopo l’attentato a Charlie Hebdo, tutti contro gli accordi di Schengen

La paura dei terroristi con in tasca la carta d’identità di uno stato europeo fa novanta.

di andreas

Se i terroristi islamici, com’è stato nel caso dell’attentato a Charlie Hebdo, hanno in tasca la carta d’identità francese (o di qualunque altro paese dell’Unione Europea) allora significa che possono liberamente circolare per buona parte dell’Europa, eludendo i controlli in virtù degli accordi di Schengen, che consente la libera circolazione. Schengen è uno dei pilastri dell’Unione Europea, ma era già stato al centro delle polemiche per via dell’allargamento all’Europa dell’est.

Oggi a fare paura non è più l’immigrazione (o meglio, non solo l’immigrazione), ma la possibilità che i terroristi made in Ue possano liberamente passare da uno stato all’altro senza che nessuno li controlli. Un tema che si lega strettamente a quello dei foreign fighters, ovvero degli europei che vanno a combattere in Siria e poi tornano in patria, magari con intenzioni terroristiche. All’indomani di quanto avvenuto a Parigi, ecco allora che da un giorno all’altro in tanti si scoprono anti-Schengen, come se rinchiuderci all’interno dei nostri confini nazionali fosse la risposta da dare al terrorismo (ed è da segnalare come, senza arrivare all’abolizione, i controlli al confine tra Italia e Francia siano stati oggi comunque rafforzati).

Eppure a pensarla così non sono i soliti sciovinisti, ma addirittura il presidente della Commissione Europea Juncker: “Presto verrà presentato un nuovo piano d’azione antiterrorismo che rafforzi la collaborazione tra Europol e le agenzie d’intelligence nazionali. Penso anche a un miglioramento dell’accordo di Schengen per renderlo più efficace”. Di più non è dato sapere, anche se la pressione per una cancellazione di Schengen inizia a farsi sentire.

Il primo a parlarne è stato Roberto Maroni:

Ma a ruota sono seguite parecchie voci; la più nota è quella di Marine Le Pen, che da tempo cheide di bloccare Schengen (oltre ad aver proposto oggi un referendum sulla pena di morte), mentre dalla destra dell’emiciclo italiano si sono fatti sentire in parecchi, tra cui Matteo Salvini e un redivivo Andrea Ronchi, ex esponente di punta di Futuro e Libertà: “Siamo nel mirino. Il primo passo da compiere è bloccare Schengen o inserire una clausola pro tempore che ci permetta di rialzare le barriere e monitorare con accuratezza gli ingressi nel nostro Paese”. Addirittura una clausola solo pro-tempore, finché l’emergenza non sarà passata. Come se fosse possibile prendere decisioni strategiche fondamentali per l’Unione Europea valide solo per i “momenti tranquilli”.

Una risposta arriva da Edoardo Patriarca, deputato Pd: “Finché ci sarà qualcuno come Salvini, che grida, alla guerra non faremo mezzo passo in avanti, anzi la situazione peggiorerà. Lo scontro tra civiltà è proprio quello che vogliono gli integralisti. Isolare i violenti, rafforzare i sistemi di intelligence, ma per favore non gridiamo ‘aboliamo Schengen’. L’obiettivo degli integralisti è proprio farci vivere nel terrore. E chi soffia sul fuoco, come la Lega, non fa altro che peggiorare la situazione, a svantaggio di tutti”. D’altra parte si sa, l’obiettivo del terrorismo è instillare terrore; rispondere ad atti come quello di ieri chiudendoci nel nostro recinto e tremando di paura significa dargliela vinta.