Merkel incontrerà Cameron, Hollande e Renzi. Prime manovre per un “fronte” anti-Tsipras?

Merkel inizia oggi un giro di consultazioni europee. Si parlerà ufficialmente di Ucraina, di sanzioni alla Russia e del futuro della Ue. Ma non è escluso che, a livello informale, si discuterà anche del post-elezioni in Grecia

Sta per incominciare il tour europeo di Angela Merkel. Oggi la Cancelliera farà visita al primo ministro inglese, David Cameron; domenica prossima sarà la volta del presidente francese, Francois Hollande, e, infine, il 22-23 gennaio si vedrà con Matteo Renzi. Un giro di consultazioni, questo, che pare proprio essere orientato a “rinsaldare le fila” prima del voto greco del 25 gennaio.

La prima destinazione della Merkel è Londra. Ufficialmente con Cameron, oggi, si discuterà della prossima presidenza del G-7 affidata a Berlino, della crisi ucraina e dei rapporti con la Russia di Putin. Ma a tenere banco, senza ombra di dubbio, saranno anche i futuri rapporti tra Regno Unito e Unione Europea. A tale riguardo, il leader dei tories cercherà di ammorbidire la Cancelliera e di farle accettare, almeno parzialmente, le deroghe da lui richieste alla Ue.

La politica tedesca, nota per la sua inflessibilità, questa volta qualche apertura potrebbe farla. Molto probabilmente, come evidenziato da Il Sole 24 Ore, il terreno di intesa potrebbe essere quello dell’immigrazione: “Si tratta di individuare una formula capace di mettere pace alle ansie inglesi senza irritare i partner del Sud e dell’Est Europa“.

In questo modo, Merkel proverà a scongiurare un probabile accordo dei conservatori con l’Ukip di Farage, offrendo rinnovata credibilità a Cameron davanti all’opinione pubblica del suo paese, che come è noto è fortemente eurofobica. Inoltre, applicando delle concessioni, la Germania spera di sgonfiare la minaccia del Referendum sulla permanenza nella Ue della Gran Bretagna, che Cameron ha detto ieri di voler anticipare.

“Risolte” le divergenze con Londra, essenziali per la stabilita all’interno dell’Unione, la Cancelliera si vedrà con i suoi omologhi socialdemocratici del sud Europa: Hollande e Renzi. Con l’inquilino dell’Eliseo , in caduta libera nei sondaggi, parlerà certamente di Russia domenica prossima, visto che la Francia ha più volte richiesto una revoca immediata delle sanzioni a Mosca.

Con Renzi, invece, Merkel si vedrà a Firenze e un programma ufficiale è ancora da definire. Per il momento si può fare affidamento solo sulla solita retorica del rottamatore che, come riporta l’Agenzia Reuters, ha annunciato di voler puntare sulla bellezza della città di Dante per convincere Angela a cambiare idea sulla strategia da adottare in Europa.

E’ prevedibile, che la Cancelliera adotterà toni moderati e concilianti con Francia ed Italia, preoccupata com’è della tenuta dell’Eurozona. L’obiettivo di Berlino sarà quello di portare Hollande e Renzi dalla propria parte, al fine di sventare i rischi connessi ad una eventuale vittoria di Syriza alle elezioni. Tra questi, primo fra tutti, quello di una rinnovata ondata di opposizione nel sud Europa al Patto di Stabilità.

Per parte nostra, siamo certi che Merkel non avrà difficoltà a convincere Roma e Parigi. Sia Hollande sia Renzi hanno poco a che spartire con Syriza, anzi potrebbero considerala addirittura una “rogna”. I due leader, infatti, non hanno intenzione di tirare troppo la corda con Francoforte e Bruxelles, legati come sono all’élite economica e finanziaria. Entrambi, poi, perseguono politiche liberal-sociali, molto distanti dal keynesismo di Alexis Tsipras, che ha annunciato di voler mettere in campo un New Deal europeo.

L’obiettivo di Hollande e Renzi non è certo quello di ridiscutere la gran parte del valore nominale del debito pubblico, ma piuttosto quello di ottenere nuove deroghe da Berlino. Se riusciranno a strappare garanzie in tal senso alla Cancelliera, continueranno tranquillamente sulla strada delle “riforme strutturali” (volute dalla Bce) e, molto probabilmente, proveranno ad arginare le richieste, considerate “troppo radicali”, che giungeranno da Atene. Dunque, una sorta di fronte comune, non dichiarato, che provi ad isolare la Grecia e a farla marciare sulla “retta via” potrebbe nascere a breve.

Tsipras, per parte sua, nel caso in cui riuscisse a dare vita ad un governo, dovrà cercare alleati fuori dal Pse. Nel gruppo dei socialisti, in questo momento, le posizioni anti-austerity sono evidentemente di minoranza. L’unica strada che potrà battere il leader greco sarà quella di compattare i movimenti intorno a Syriza e di attendere le elezioni spagnole dell’autunno prossimo. Quando Podemos, partito nato dal movimento degli indignados, potrebbe uscire vincitore dalle urne.

Ultime notizie su Unione Europea

Tutto su Unione Europea →