USA-Cuba, rilasciati 53 prigionieri politici

Il governo cubano ha rilasciato 53 dei 74 prigionieri politici presenti sulla lista statunitense

“Todos somos americanos”. Con questa frase lo scorso 17 dicembre 2014 il presidente degli Stati Uniti Barack Obama aveva annunciato la ripresa dei rapporti diplomatici tra Usa e Cuba, dopo 50 anni di isolamento e rapporti politici conflittuali.

A confermare il disgelo, alcuni caratteristici: l’apertura dell’ambasciata americana all’Avana e l’impegno a porre fine all’embargo. In più, l’accordo per il rilascio di prigionieri politici, come il contractore agente della CIA Alan Gross, detenuto a L’Avana dal 2009 e liberato dal governo castrista proprio lo scorso 17 dicembre.

E oggi arriva la notizia che il governo cubano ha rilasciato altri 53 prigionieri politici che erano sulla lista statunitense. Ad affermarlo, il  portavoce del dipartimento di Stato, Jennifer Psaki, sottolineando che la liberazione dei detenuti è importante, ma ancora di più lo è avere un dialogo. La decisione rientra quindi nell’ambito della normalizzazione dei rapporti fra i due Stati.
I prigionieri politici appartenevano ad una lista di 73 nomi, sottoposta mesi fa dal governo statunitense a quello cubano.

A dicembre nel frattempo erano stati rilasciati tre prigionieri del gruppo noto come “Cuban Five”: Antonio Guerrero, Ramon Labanino e Gerardo Hernandez erano stati accolti dal benvenuto del presidente Raul Castro dopo anni di prigionia nelle carceri della Florida.  Il Cuban Five era una rete dell’intelligence cubana che operava in Florida negli anni ’90.

Il reciproco rilascio di prigionieri politici da parte di Usa e Cuba è un chiaro segnale di riavvicinamento dopo 50 anni di confronto serrato che Cuba ha vissuto sotto un embargo economico contestato dalla comunità internazionale ma mantenuto in questi decenni dalla potenza nordamericana.

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