Soldipubblici.gov.it – La trasparenza al tempo di Renzi

Informazioni utili o semplice appagamento di un bisogno guardone di avere informazioni? Dati completi e facilmente utilizzabili o risposta alla domanda di indignazione quotidiana?

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Caro cittadino italiano, Soldipubblici.gov.it è un’idea di Matteo Renzi per la trasparenza.

Avrai capito anche tu, cittadino, che Matteo Renzi è giovane, è social, è 2.0, è trasparente, è innovatore, è avvezzo alle nuove tecnologie – certo, capita che a volte un collaboratore gli prenda il profilo Twitter e gli twitti un commento calcistico, per poi cancellarlo. Almeno così si dice. Ma sbagliare è umano, no? –, comunica in 140 caratteri anche quando parla.Matteo Renzi ha voluto fortemente questo sito, soldipubblici.gov.it: era così ansioso di annunciarlo da annunciare in diretta tv da Mentana la prossima apertura di Soldipubblici.it, che non era mai stato registrato da nessuno. Detto-fatto: qualcuno, un cittadino come te che evidentemente stava guardando il programma, glie lo soffia in pochi minuti. E così si deve ripiegare sul dominio istituzionale (cosa che fra l’altro è decisamente auspicabile e andava pensata da subito, non credi?)

Comunque, cos’è Soldipubblici.gov.it? È il modo, dice il sito, perché tu, cittadino italiano, possa scoprire

«quanto spende chi e per cosa».

Ovviamente nella pubblica amministrazione.

Ma proprio tutto tutto? Quasi. Per esempio, fino ad un certo punto non si poteva sapere quanto fosse costato il sito. Uno dei collaboratori di Blogo lo twittò al premier, perché i giornalisti devono fare domande, sempre..

Contemporaneamente (o dopo? Non vogliamo prenderci meriti) apparve il disclaimer in fondo al sito «Il Chi e Quanto di SoldiPubblici». Prima non c’era.

Poi ci sono solamente Regioni, Province e Comuni. Quanto spende il Governo? Quanto i Ministeri? Non è dato saperlo. Renzi dice che presto ci saranno anche quei conti lì, per carità, non sia mai. Vedremo, giusto?

Oggi DataMediaHub pubblica un bel post che mi ha ispirato e convinto a proporre queste ulteriori riflessioni. Il post è a firma Andrea Nelson Mauro. Si parla proprio di questi temi, con un bel titolo: «La vera storia di Soldipubblici.gov.it – Basta con questa mania dei fatti, vogliamo splendide promesse».

Già, perché al momento quel sito è l’ennesima promessa. Il pezzo su DataMediaHub spiega bene, molto bene, il perché.

Il sito non è aggiornato e non si può sapere quanto sia attendibile. Non contiene, come dicevamo, le spese del Governo. Non ha informazioni per l’utente su come vengono raccolti e quanto siano aggiornati i dati. E tante altre cose che puoi approfondire anche tu, cittadino.

È questo il concetto di trasparenza al tempo di Renzi? Mettere online siti incompleti, pasticciati, ma che appaiono tali solamente agli addetti ai lavori. Perché hanno un appeal grafico interessante, piacevole, e danno la percezione di essere completi. In altre parole offrono una risposta a una domanda. La tua. Tu, cittadino da un po’ di anni a questa parte sei indignato per i costi della politica. Forse lo sei perché hai letto “La casta” di Rizzo e Stella (o forse ne hai solo sentito parlare, e siccome ne parlano tutti, tu sai tutto della Casta). Giusta o sbagliata che sia la tua indignazione, il Governo risponde.

E parte dal dato più grosso, più impressionante:

«€ 20.507.533.396,44 – Sono tutti i pagamenti di regioni, comuni e province riferiti a dicembre 2014»

Venti miliardi e mezzo di euro e spicci. In un mese. Incredibile. «Sono troppi di certo», pensi. Ma come scoprirlo? Come esserne certi? Forse è meglio affrontare cifre più piccole.

Allora, magari ti chiedi: «si ma quanto ci costa il comune di Concordia Sagittaria?» E il governo te lo dice.

Approssimativamente, perché i dati sono in continuo aggiornamento, ma con una grafica e una velocità impressionanti. Tanto la verità è che tu, cittadino, non vuoi approfondire. Vuoi solo appagare la tua “conoscenza” – perdonami le virgolette –, che non è nient’altro che voyeurismo morboso. Spulciare le voci di spesa di quel sito è da guardoni. È lo stesso che guardare il segnale video di una delle telecamere della casa del Grande Fratello per vedere se per caso si vede un amplesso o qualche altro essere umano impegnato in un’attività fisiologica che, vista in tv, ti fa ridere.

Scopri un sacco di cose, su quel sito. Scopri, per esempio, che il comune di Roseto Capo Spulico ha speso €14.208,10 di cancelleria nel 2014.

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E cosa te ne fai di quel dato? «È tanto? È poco?», dovresti chiederti? E poi ti chiederai: «Ho trovato uno spreco?», «Lo devo denunciare a qualcuno?»

Non temere, caro cittadino curioso. Il sito di Renzi risponde anche a questa domanda, perché ti consente di confrontare la media della spesa per la Cancelleria del comune di Roseto Capo Spulico con quella nazionale e con il 2013.

Grafico

E una volta che hai confrontato i dati? Lo sai leggere quel grafico? E se lo sai leggere, hai gli strumenti e la conoscenza delle condizioni al contorno per saper valutare se la spesa di Roseto Capo Spulico per la cancelleria sia congrua, eccessiva, inferiore alle necessità? E per valutare quella nazionale?

Te lo dico io: no. No, non lo puoi sapere. Non lo sai, perché Roseto Capo Spulico abbia speso quei soldi in cancelleria e se ne avesse davvero bisogno, e non hai le energie per verificare se sia una spesa corretta. Né di quello né degli altri ottomila e passa comuni italiani. Quella montagna di dati è assolutamente inutile per le tue conoscenze, per la tua capacità di calcolo e per la tua possibilità di aggregare i dati e di trarne conclusioni. Ti dirò di più: verosimilmente, una simile mole di dati senza un’idea precisa sui tempi e le modalità di aggiornamento è inutile anche per un professionista del data journalism che voglia trarre delle conclusioni.

Ma avrai la sensazione di essere rimasto soddisfatto. La tua bulimia di dati e certezze ha conferme.

È una risposta alla tua domanda, alla tua voglia di avere la sensazione di sapere sempre che qualcosa non vada, che stiano sprecando i tuoi soldi. È un placebo psicologico, e la cosa bella è che puoi convincerti, con quei dati, di avere ragione tu, qualunque cosa tu pensi del modo in cui vengono spesi quei soldi. È marketing politico, nemmeno dei più raffinati visto che, se ci pensi pochi istanti, il meccanismo si scopre facilmente.

Questa non è trasparenza: è soltanto uno spot del Governo Renzi. Se vuoi vederla in un altro modo, è l’ennesima promessa. Non mantenuta.

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