Matteo Renzi e il #Buon2015 su Twitter

Fra bilanci e promesse il premier augura un buon 2015 agli italiani

Quattro tweet in due ore, il buon anno di Matteo Renzi arriva il 2 gennaio, ma d’altronde nei suoi primi dieci mesi alla guida del Paese, il premier ci ha abituati ad arrivare in ritardo alle scadenze. Nella narrazione renziana l’augurio non può che diventare un hashtag #Buon2015.

Dopo aver sciato sulle piste di Courmayeur ed avere ossigenato mente e polmoni l’account torna a twittare con immutato entusiasmo.

Si comincia con una tirata d’orecchie alla Pubblica Amministrazione, sugli 83 vigili su 100 che a Roma sarebbero stati a casa per malattia il 31 dicembre. Si sa la moralizzazione della PA è un cavallo di battaglia che piace al grande pubblico e, soprattutto, che permette di fare concorrenza agli aspetti più savonaroleschi delle narrazioni grillina e salviniana.

Il secondo tweet è dedicato ad Alitalia ed Etihad, all’inizio di “una nuova storia”.

Il terzo tweet cerca di liofilizzare in 140 caratteri ciò su cui il titolare di Palazzo Chigi promette di concentrare l’attenzione nei prossimi mesi: Costituzione, legge elettorale, fisco, giustizia civile, PA, cultura-scuola-Rai, GreenAct, lavoro.

Il quarto (e per ora ultimo tweet) di Renzi è sulle tasse che secondo il premier sarebbero scese. Naturalmente il premier non può non ricordare i totemici 80 euro e il bonus bebè. Poi aggiunge “si può fare di più” e su questo davvero non gli si può dare torto visto che l’Italia, con lui, ha superato – secondo quanto rivelato da una ricerca della Fondazione dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Rimini – una pressione fiscale del 50%. Buon 2015, dunque, ma per chi?