Caso Ludwig: dopo Marco Furlan torna libero anche Wolfgang Abel, la “mente” del gruppo neonazista responsabile di 15 omicidi

Dopo Marco Furlan, di cui ci eravamo occupati a più riprese, torna libero anche Wolfgang Abel. I due, spinti da una chiara matrice ideologica, erano stati condannati a 27 anni di carcere per aver ucciso, armati di spranghe e martelli, 15 persone tra il 1977 e il 1984 in diverse città del nord Italia e


Dopo Marco Furlan, di cui ci eravamo occupati a più riprese, torna libero anche Wolfgang Abel. I due, spinti da una chiara matrice ideologica, erano stati condannati a 27 anni di carcere per aver ucciso, armati di spranghe e martelli, 15 persone tra il 1977 e il 1984 in diverse città del nord Italia e a Monaco di Baviera.

Le vittime erano prostitute, barboni, tossicodipendenti, frequentatori di sexy club, ma anche frati e preti. La loro “crociata purificatrice” , al grido di “Dio è con noi” (il motto delle SS), si interruppe nel 1984 quando i due, ricchi rampolli della Verona bene, vennero beccati in procinto di dare fuoco ad una discoteca di Castiglione delle Stiviere (Mantova).

Wolfgang Abel, considerato la mente del gruppo, in 23 anni di carcere si è sempre dichiarato innocente, “vittima di una persecuzione”. Ora vuole solo un lavoro. Un amico di famiglia gli ha promesso un’ assunzione nella sua azienda. I periti l’ avevano descritto come persona dal carattere dominante, fredda e molto intelligente, ma affetta da un “vero delirio a struttura paranoicale”. Alle sue spalle cinque tentativi di suicidio in carcere.

Tutte le prove raccolte a suo carico secondo Abel, che ha passato gli ultimi due anni agli arresti domiciliari, sono state costruite ad arte. Tesi del resto sostenuta anche dall’ altro componente del gruppo neonazista, che rivendicava le proprie azioni firmandosi Ludwig, Marco Furlan.

I loro complici e fiancheggiatori, impossibile che non ce ne fossero, sono rimasti sconosciuti. Oggi Wolfgang Abel ha 50 anni e si definisce una persona “liberale” che non ha niente di cui pentirsi e che non ha mai avuto idee neonaziste.

Il tentato incendio alla discoteca, dice, è stato un semplice atto vandalico: “solo una vendetta per passate rivalità tra discoteche”, una fesseria da 25enni insomma. Una parola Abel ce l’ ha anche per l’ ex complice Furlan: “non abbiamo litigato, ma le nostre strade si sono divise”.

Foto | IGN

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