Giorgio Napolitano: l’ultimo discorso di fine anno | Dimissioni al termine del semestre europeo

Il Capo dello Stato si congeda dopo nove anni, la più lunga Presidenza della Repubblica di sempre.

20.52 – Le ultime parole del discorso sono un ringraziamento “urbi et orbi”: “infinita gratitudine per quanto ricevuto in questi anni“.

20.50 – Napolitano ribadisce che il discorso di quest’anno è rivolto ai cittadini, più che agli interlocutori politici. Il cammino dell’Italia sarà determinato “dal basso” da ciascun cittadino con il suo comportamento responsabile. Occorre puntare sul “senso della nazione” come nel Dopoguerra, fino ai gloriosi anni ’60. Ciascuno faccia la sua parte al meglio, è l’ultimo appello di Napolitano che si dimetterà alla fine del semestre di presidenza italiana della UE.

20.49 – La situazione internazionale, imbarbarita dall’emergere di fenomeni di fondamentalismo mai visto, obbliga a mettere la pace e la fraternità al centro dell’agenda e solo grazie alla collaborazione tra gli altri stati democratici (in particolare i Paesi europei) il mondo potrà rivivere momenti luminosi.

20.45 – Fabiola Gianotti, direttrice del CERN e Samantha Cristoforetti, attualmente in orbita sulla ISS, e altri italiani campioni di solidarietà sono contrapposti ai disonesti di Mafia Capitale come modelli a cui i cittadini hanno il dovere di ispirarsi.

20.40 – Napolitano richiama addirittura il processo di unificazione nazionale di 150 anni fa per spronare gli italiani a restare uniti nel superamento del momento economico travagliato. Il Presidente uscente cita il suo discorso di insediamento del 2006, rivolto alle contrapposte fazioni politiche, perché trovino, oggi come allora, un terreno comune di accordo per il bene comune.

20.35 – Il Presidente si concentra sul momento attuale degli italiani: la preoccupazione per la crisi e per la disoccupazione sono tangibile e l’Italia è particolarmente debole. Se gli USA si stanno riprendendo, l’Europa e L’Italia fanno più fatica e solo grazie alle politiche comunitarie si può tornare a crescere. No agli appelli all’uscita dall’Euro! Su questo il Presidente è categorico.

20.33 – L’elezione del nuovo Capo dello Stato chiuderà una parentesi di eccezionalità. Il bilancio dell’elezione-bis, per quanto fuori dalla norma, è positivo. Grazie alla rielezione si sono riusciti a superare momenti di instabilità e insicurezze e si è dato il via al processo di cambiamento.

20.32 – Napolitano comincia subito parlando delle sue dimissioni imminenti, dovute alla sua età avanzata. Le attese sono state rispettate.

20.30 – Le televisioni di tutta Italia sono collegate con il Quirinale: il bis-presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è alla sua scrivania per il suo nono discorso di fine anno.

Le premesse delle dimissioni

Il discorso di fine anno di Giorgio Napolitano è pronto da un paio di giorni. Ci ha lavorato a lungo e ieri lo ha letto ad alcuni suoi collaboratori prima di fare le prove davanti alle telecamere dal suo studio al Quirinale (ma, come l’anno scorso, non dalla scrivania, bensì da un tavolo di lavoro più piccolo).

Questa volta è davvero l’ultima e sarà dunque un discorso di commiato, un saluto agli italiani cui il Capo dello Stato quasi novantenne spiegherà perché sta lasciando quella poltrona su cui ha seduto più di tutti gli altri suoi predecessori. Spiegherà che l’età, ovviamente, e la lunghezza straordinaria del mandato sono i motivi principali per cui lascia il Colle, ma dirà anche che la sua missione è compiuta perché le riforme sono state intavolate e il Paese è pronto ad affrontare l’elezione del suo successore, impresa che i parlamentari non sono stati in grado di portare a termine due anni fa alla scadenza naturale del mandato e in via del tutto eccezionale maggioranza e opposizione si accordarono per far restare Napolitano. In quell’occasione il Presidente spiegò che, ovviamente, non avrebbe concluso il secondo mandato e che appena la situazione politica del Paese lo avrebbe permesso avrebbe annunciato le dimissioni.

Qualche settimana fa Napolitano ha detto esplicitamente che all’inizio del 2015 si dimetterà e oggi coglierà l’occasione per salutare tutti gli italiani, come sempre in diretta tv a reti unificate, con un discorso di una ventina di minuti in cui toccherà anche gli argomenti classici come il lavoro, i giovani e l’Europa.

Quest’anno Napolitano non potrà neanche andare a Napoli come al solito, perché ha una serie di appuntamenti di commiato, ma è stato raggiunto a Roma dalla famiglia e dunque brinderà al nuovo anno al Quirinale.

Nonostante le reti unificate non tutta Italia lo ascolterà, perché, oltre a chi è in giro in vacanza per le feste, una parte del Paese non si riconosce nella figura di Napolitano. La Lega, per esempio, trasmetterà un discorso di Pertini su Radio Padania, mentre i sostenitori del MoVimento 5 Stelle seguiranno il “contro-discorso” di Beppe Grillo che sarà trasmesso in streaming.

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