Riforma della Pubblica amministrazione, le prime misure: ecco cosa cambia

Nuove norme su assunzioni, licenziamenti e trasferimenti. Ecco i punti principali del futuro decreto Madia.

La riforma della pubblica amministrazione incomincia a far discutere, ed era inevitabile dopo che l’argomento è stato toccato ieri da Matteo Renzi nella sua conferenza di fine anno e dopo le discussioni sugli statali che si sono avute nel merito del jobs act. Le prime indiscrezioni sul decreto Madia iniziano così a emergere, ecco allora quali sono le prime misure allo studio della riforma della pubblica amministrazione.

I meccanismi di assunzione verranno cambiati: ci sarà un solo concorsone, in seguito al quale i vincitori verranno smistati nelle varie amministrazioni. A godere di un punteggio più alto saranno però i precari. Il punto decisivo è però quello dei licenziamenti, già oggi il decreto Brunetta ha reso possibile il licenziamento nei seguenti casi, come leggiamo su Libero:

1) falsa attestazione della presenza in servizio; 2) assenza ingiustificata per più di tre giorni in un biennio; 3) ingiustificato rifiuto al trasferimento; 4) documenti falsi per assunzione o progressione di carriera; 5) condotte gravi, aggressioni o molestie; 6) condanna penale definitiva con interdizione dai pubblici uffici; 7) valutazione insufficiente del rendimento lavorativo per almeno due anni.

E però questi licenziamenti, nel caso vengano giudicati illegittimi, finiscono a pesare sul dirigente che si trova a risarcire il danno erariale. Il che fa sì che nessun dirigente abbia la possibilità effettiva di licenziare, per non correre il rischio di dover poi pagare di tasca sua. C’è poi il nodo dei licenziamenti collettivi economici, che saranno semplificati, e quello dei trasferimenti: i dipendenti potranno essere liberamente trasferiti nel raggio di 50 chilometri, nel caso in cui un lavoratore in mobilità rifiuti il trasferimento ha diritto per due anni a ricevere l’80% del suo stipendio, ma al termine di questo periodo potrà essere licenziato.

Resta da vedere come e quando il decreto inizierà il suo iter parlamentare, come reagirà la minoranza Pd a un altro provvedimento che sembra in grado di scontentare la base di elettorato del Pd tra i lavoratori statali e, ovviamente, anche quale sarà la reazione del sindacato, che potrebbe trovarsi di nuovo sul piede di guerra.

Matteo Renzi Government To Face Confidence Vote At The Italian Senate

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