La Lituania entra nell’euro

Debito pubblico basso, crescita elevata e deficit sotto controllo. La tigre baltica è “un esempio di efficienza”.

L’eurozona si allarga ancora una volta con l’ingresso dal primo gennaio 2015 della Lituania, la terza repubblica baltica ad adottare l’euro dopo Estonia e Lettonia. 3,5 milioni di abitanti, 35 miliardi di pil, la “tigre baltica” non porterà certo sconvolgimenti negli assetti di eurolandia, ma è comunque significativo registrare come anche un paese che gode di buona salute abbia i suoi interessi a entrare nell’acciaccata unione monetaria europea.

3,4% di crescita del pil lo scorso anno, 2,7% quest’anno, 3,1% di previsione per l’anno prossimo, la Lituania – stando alle parole di Mario Draghi – ha dato “una lezione a tutti gli altri” grazie a un’azione “rapida ed efficace”. I numeri infatti seguono la grandissima crisi che il paese aveva registrato all’esplosione della crisi economica, arrivando a subire una contrazione addirittura del 15%.

Crisi ormai ampiamente dimentica, se si considera che la Lituania, oggi, ha un debito pubblico fermo al 39% – mentre la media dell’Ue è al 90% con anche la Germania al 77% – un deficit sotto controllo al 2,6% (meglio dell’eurozona, di Francia e di Spagna) e una disoccupazione al 9,9%: cifra abbastanza elevata ma comunque molto migliore di quella che si registra in Francia, Italia, Spagna e Grecia. E meglio anche della media europea, all’11,5%.

Insomma, l’ingresso della Lituania avviene senza alcun favoritismo ma anzi con pieno merito. Un ingresso a cui il paese punta da lungo tempo: la prima richiesta, respinta, risale al 2007; ci furono poi tentativi di adesione nel 2010 e nel 2013. Il 2015, è ufficiale, sarà l’anno buono.

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