Sondaggi politici 2014: chi sarà il prossimo presidente della Repubblica?

Almeno stando ai desideri degli italiani raccolti dai sondaggi politici.

20 dicembre – Il leader di Sel Nichi Vendola, intervenendo pubblicamente all’assemblea nazionale di Sinistra, ecologia, libertà, si inserisce nel totonomi per il Quirinale a pochi giorni dall’incontro tra Matteo Renzi e Romano Prodi e dall’annuncio di dimissioni, praticamente ufficiale, da parte di Giorgio Napoletano dalla Presidenza della Repubblica, previste per fine gennaio.

Vendola sembra voler fare da sponda ad una candidatura di Romano Prodi al Colle, candidatura che in realtà Renzi non ha in alcun modo caldeggiato, anzi: questa mattina, nella conversazione con Claudio Cerasa pubblicata sul Foglio, il Presidente del Consiglio dava una ricetta assai diversa dal classico “nome calato dall’alto”: un’assemblea nazionale nel PD ed un nome discusso e condiviso da presentare alle opposizioni.

“Se il Partito democratico vuole, dopo quattro votazioni possiamo eleggere Romano Prodi al Quirinale. […] Se si tiene fuori dalla partita la fonte prevalente di inquinamento, ossia il patto del Nazareno, allora è possibile eleggere subito il presidente della Repubblica. […] l’inquilino del Colle da eleggere serve per ridare speranza e un’immagine pulita delle istituzioni.”

ha detto Vendola all’assemblea nazionale di Sel: a conti fatti la mossa di Vendola potrebbe creare qualche imbarazzo nel Pd, visto che con la compagine di Sinistra Ecologia e Libertà i democratici raggiungerebbero il quorum necessario all’elezione del prossimo inquilino del Colle. Una possibilità ghiottissima di chiudere subito la partita dunque, anche se in questi casi ogni nome buttato sul piatto (specialmente così in anticipo) spesso e volentieri rappresenta una polpetta avvelenata per “l’alleato” politico.

Nel suo intervento Vendola non ha infatti risparmiato aspre critiche al governo Renzi, riferendosi in particolar modo alla legge di Stabilità, giudicata iniqua e fondamentalmente umiliante.

Sondaggi politici 2014: chi sarà il prossimo presidente della Repubblica?

I sondaggi politici non si fanno mancare nessuna possibilità di pesare le preferenze degli italiani. E in un periodo in cui le voci sempre più insistenti delle ormai prossime dimissioni di Napolitano hanno necessariamente lanciato il toto quirinale era inevitabile che ci fosse qualche rilevazione in merito; in questo caso quello di Ixè andate in onda stamane ad Agorà. E quindi, chi sarà il prossimo presidente della Repubblica se a votare fossero gli italiani?

Molto, ovviamente, dipende dalla rosa di candidati, che non esiste nel modo in cui esiste una rosa di candidati premier, ma fa comunque un certo effetto vedere che al primo posto si trova Giorgio Napolitano, che raccoglie comunque il 19% delle preferenze. Questo, però, non significa che gli italiani vedrebbero volentieri un terzo mandato di “Re Giorgio” – anche perché non avrebbe senso allora parlare delle sue dimissioni, ché il secondo settennato è ancora lungo – ma solo che vorrebbero che restasse in sella ancora un po’ (e forse per quella “garanzia di stabilità” che, nel bene o nel male, ha sempre rappresentato).

Al secondo posto troviamo una evergreen delle preferenze popolari come Emma Bonino. Certo, vedere la leader radicale sedere al Quirinale significherebbe, allo stesso tempo, avere la prima donna presidente della Repubblica e coronare una gigantesca carriera politica come quella di Emma Bonino, che nelle preferenze raccoglie il 15%. Figura di statura internazionale, avrebbe tutte le carte in regola per il ruolo (che tanto il carattere verace ce l’aveva pure Pertini).

Segue Romano Prodi, con il 10% delle preferenze. Il fondatore dell’Ulivo ha sfiorato la presidenza della Repubblica nel 2013, quando fu la ribellione incomprensibile del Partito Democratico ad affossarne la candidatura, per motivi che non sono mai stati del tutto chiariti e che rappresenta una delle pagine più brutte del Pd. Difficile che il professore si presti una seconda volta al gioco, anche perché la sua figura metterebbe in serissimo repentaglio il patto del Nazareno. Al 10% anche il governatore della Bce Mario Draghi, che al momento non sembra seriamente rientrare tra i papabili. Capace di tenere a bada i falchi rigoristi in Europa e di prendere misure che non sembravano avere cittadinanza a Bruxelles, un “tecnocrate” come lui riesce forse per questo a comparire in classifica, oltre che per una certa incontestabile autorevolezza.

Percentuali più basse per il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan (4%), avvantaggiato forse da essere stato lanciato come probabile nome per la presidenza della Repubblica da non pochi quotidiani. Chiude la “classifica” Walter Veltroni: un ricordo forse un po’ appannato nei ricordi degli italiani, ma per molti versi il suo nome è quello che più si addice alle caratteristiche che i vari “king maker” vanno cercando per il prossimo capo dello Stato.

Emma Bonino