Grillo attacca Napolitano: “Dovrebbe costituirsi”. Confermate le Quirinarie

Nella giornata in cui ha annunciato la raccolta di 50 mila firme per il referendum sull’euro, Grillo ha attaccato Napolitano. Dopo essere stato accusato velatamente di eversione, il “megafono” dei 5 Stelle riaccende le polemiche

Beppe Grillo si è lasciato andare ad una dichiarazione delle sue: “Napolitano non si dovrebbe dimettere, dovrebbe costituirsi“. La stoccata al Presidente della Repubblica, che oggi ha annunciato le sue imminenti dimissioni, è arrivata nel pomeriggio, mentre l’ex comico stava uscendo dal suo albergo per dirigersi ad una conferenza stampa dell’Associazione Stampa Estera a Roma. Occasione, questa, in cui ha illustrato il referendum no euro promosso dal Movimento 5 Stelle.

Grillo, però, non si è limitato ad una “battuta”, ci ha tenuto a rincarare la dose contro il Presidente: “Ha firmato qualsiasi cosa. E’ una persona che ha gravissime responsabilità. Si è chiuso nell’ombra e si è inventato le larghe intese per allungarsi la carriera“. Con una maggiore sobrietà, ma non con meno durezza, anche il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio, ha attaccato il Colle: “Gli ultimi interventi di Napolitano sono stati vergognosi“.

Il giovane pentastellato si riferisce, molto probabilmente, alle parole con cui il Capo dello Stato ha indirettamente accusato il movimento di alimentare l’anti-politica e di essere scivolato in una sorta di “patologia eversiva“. Parole alle quali Grillo ha replicato con un post, dove si definiva ironicamente un “fiero eversore” e domandava polemicamente a Napolitano: “ma lei mentre la Repubblica affondava nel fango, lei dov’era?“.

Inoltre, aggiungiamo che Di Maio deve essersi urtato non solo per le esternazioni di Napolitano, ma anche per la non-risposta al suo appello di inizio mese, in cui chiedeva al Presidente un intervento che esortasse le camere a votare una legge sul reddito di cittadinanza.

Grillo, poi, ha anche tracciato un identikit per il futuro Presidente della Repubblica: “Vorremmo trovare una persona al di fuori della politica e dei partiti. Lo sceglieremo attraverso la rete. Se lo sceglie un altro partito ed è una persona al di fuori di queste logiche, ci sta bene. Lo abbiamo già fatto alla Consulta e al Csm“. Dunque, il metodo del 2013 sarà riproposto, i militanti del movimento saranno chiamati alle Quirinarie on line per scegliere il successore di Napolitano.

Raccolte, intanto, in un solo week end 50 mila firme per il referendum sull’euro. A tale riguardo, Di Maio in conferenza stampa ha detto: “Questo è un riscontro molto importante per i cittadini. Sicuri che nei prossimi mesi raccoglieremo milioni di firme per uscire dall’euro. Svezia e Danimarca sono stati gli unici due Paesi ad esprimersi sull’euro e hanno detto di no. Qualcuno pensa sia un gesto azzardato, ma è un modo per far aprire gli occhi alla gente“.