Celtic&Tv – Dall’odiato calcio una lezione al rugby

Continua a tenere banco in Italia la questione Dahlia Tv, che riguarda centinaia di posti di lavoro, la garanzia di una concorrenza che rischia di scomparire, ma che coinvolge anche decine di migliaia di tifosi, di rugby e calcio. Alcuni giorni fa avevo analizzato la situazione, sottolineando l’importanza di tenere il rugby in chiaro. Un

Continua a tenere banco in Italia la questione Dahlia Tv, che riguarda centinaia di posti di lavoro, la garanzia di una concorrenza che rischia di scomparire, ma che coinvolge anche decine di migliaia di tifosi, di rugby e calcio. Alcuni giorni fa avevo analizzato la situazione, sottolineando l’importanza di tenere il rugby in chiaro. Un discorso che aveva un’idea di base. Idea che, invece che dalla Fir, viene colta dalla Lega calcio. Ahimè.

Rugby in chiaro, con una buona qualità, puntando sulla visibilità e la crescita piuttosto che sulla monetizzazione immediata. Un discorso che, tra le righe, aveva una soluzione di fondo. Offrire a un’emittente digitale in chiaro (io opterei per Sportitalia) un prodotto a costo zero, da inserire nel palinsesto e dove Federazione ed emittente possono giocare sulla pubblicità e gli sponsor. Insomma, produrre autonomamente, o contribuendo ai costi, le partite della Celtic League da parte della Federazione per avere spazio e visibilità. Un’idea che molte federazioni minori già seguono, ma che oggi anche il ricco calcio prende in considerazione.
E’ notizia di ieri, infatti, che la Lega Calcio ha trovato una possibile soluzione all’affaire Dahlia che rischia di oscurare le partite di otto squadre di Serie A e moltissime di Serie B. Ad annunciarlo, in anteprima già venerdì, il presidente del Lecce Calcio Semeraro: “Fin qui l’emittente ha pagato 9 dei 30 milioni di euro previsti dal contratto: dobbiamo decidere se restare creditori e rischiare di perdere dei soldi, o diventare in qualche modo produttori televisivi”. Un’opzione difficile da seguire, serve la collaborazione di Telecom Italia Media e valutare costi e benefici, ma anche il presidente della Lega Calcio Beretta, conscio che le opzioni sono limitate, sempre che non si voglia dare il monopolio del calcio sul digitale a Mediaset: “E’ una delle tante ipotesi da valutare nel merito, penso che nelle prossime ore cominceranno i contatto col commissario liquidatore e poi valuteremo problematiche e opportunità”.

Insomma, il calcio cerca di guardare oltre e pensa a un modo per garantire la produzione dei propri eventi sportivi senza “pesare” completamente sull’emittente. Una scelta che, a maggior ragione, dovrebbe prendere in considerazione il movimento ovale, sicuramente meno ricco, ma anche meno visibile e vendibile rispetto al Dio pallone. Ma, forse, per avere un’idea intelligente bisognerà aspettare ancora un paio d’anni.

I Video di Blogo