Il saluto di Napolitano: “Non evocare lo spettro dell’instabilità”

Il lungo discorso di Napolitano assomiglia molto a un congedo

di guido

Il tradizionale incontro nel Salone dei Corazzieri per i saluti di fine anno con le alte cariche dello Stato è l’occasione per il congedo di Giorgio Napolitano, in vista delle sempre più probabili e imminenti dimissioni – la data sarebbe fissata per il 13 gennaio, secondo la Reuters. È probabilmente l’ultima volta che l’attuale Capo dello Stato incontra nell’attuale veste i presidenti di Camera e Senato, e il lungo discorso di saluto è un modo per fare il punto su quest’ultimo anno e per indicare la strada per il 2015.

Un discorso che è un sostanziale endorsement dell’azione di governo, a respingere le voci di chi vedeva nelle ultime dichiarazioni una sorta di presa di distanza dall’esecutivo. Napolitano invita a “procedere con coerenza e senza battute d’arresto sulla via delle riforme” e mette in guardia da quelle voci di “scissioni e voto anticipato” che evocano “lo spettro dell’instabilità”.

Il 2014 è stato “anno non di ordinaria amministrazione, in cui il governo ha operato bene contro l’austerità lavorando per un cambiamento delle politiche dell’Unione e per una sua guida che favorisse la svolta per la crescita”. Tuttavia,

le prove che il sistema Italia e la democrazia italiana devono sostenere sono ancora pesanti sul fronte dell’andamento dell’economia, del pil e delle oscillazioni della disoccupazione; segni di inversione della tendenza nel 2015-2016 ci potranno essere se non si affievolisce la linea concordata da governo e Parlamento

Per questo il governo deve procedere su questa strada senza venire meno all’impegno riformista – in primis le riforme istituzionali con il superamento del bicameralismo – e senza cedere alla tentazione di voto anticipato.

Il Presidente invita i sindacati a rispettare le scelte del governo e a sforzarsi di dialogare, perché “Ci deve preoccupare un clima sociale troppo impregnato di negatività, troppo lontano da forme di dialogo e sforzi di avvicinamento parziale che hanno nel passato spesso contrassegnato le relazioni sociali e politico sociali”.

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