Renzi al Senato: “Europa cambi”. Polemiche con il M5S

Il premier difende la candidatura di Roma alle Olimpiadi

di guido

15:30 – Parte del nervosismo del M5S è dovuto alla defezione di Tommaso Currò, da mesi nella lista dei dissidenti, che si è ora deciso a lasciare il gruppo pentastellato votando a favore dell’odg di maggioranza, accolto da una standing ovation del Pd. Currò, prendendo la parola, ha accusato il Movimento di populismo per l’alleanza con Farage e il referendum anti-euro. Renzi ha commentato: “Currò ha compreso la mia apertura”.

Aggiornamento 14:30 – Dopo la Camera, è la volta del Senato, dove Matteo Renzi sta parlando in questo momento. Anche in questo caso forti contestazioni da parte del M5S, a cui il premier ha risposto definendoli “frustrati”. Un omaggio ai bambini pakistani uccisi a Peshawar, poi l’annuncio che nel Cdm del 24 dicembre si vareranno i provvedimenti del Jobs Act.

Aggiornamento 12:30 – Nella replica alle dichiarazioni dei gruppi parlamentari alla Camera, il premier Renzi attacca il M5S:

Recuperate la passione che ha caratterizzato gli elettori che vi hanno eletto non per insultare o buttarla in caciara. Quando urlate io dovrei essere contento perché rappresento un partito di 11 milioni di persone che voi manco se mettete insieme gli utenti di 7 mesi

È il giorno della presentazione del piano Juncker al Parlamento Europeo, ed è anche il giorno delle comunicazioni di Matteo Renzi alla Camera in vista del Consiglio Europeo di giovedì e venerdì. E il premier si è presentato a Montecitorio agguerrito, non solo riguardo all’argomento delle comunicazioni ma anche sulla candidatura di Roma alle Olimpiadi 2024.

Il piano di investimenti si può migliorare ma è il primo segno che finalmente torniamo a parlare di crescita e non solo austerità

ha dichiarato il premier riguardo il piano Juncker, insistendo quindi sulla posizione che mira a distinguere le politiche della nuova Commissione rispetto a quella di Barroso, anche se le linee guida dettate dai “falchi” restano sostanzialmente le stesse, e le dichiarazioni degli ultimi giorni di Juncker vanno in questa direzione.

Consapevole di queste difficoltà, Renzi annuncia battaglia per il Consiglio Europeo del 18 e 19 dicembre: “Il tema degli investimenti e quello della politica estera come il fulcro di una novità che può piacere o meno”, dice il premier, che chiede all’Europa di consentire di “scorporare dal patto di stabilità i propri investimenti su proprie opere pubbliche”, dichiarandosi pronto a una verifica. Renzi se la prende anche con il Pse “incomprensibilmente timido” riguardo la battaglia perché “gli investimenti per ridurre la bolletta energetica, quelli per la banda larga, per l’edilizia scolastica o per le periferie possano essere esclusi dal patto di stabilità”.

Passando poi al tema Olimpiadi, Renzi attacca frontalmente chi, come Lega Nord e M5S, ha criticato la candidatura della Capitale.

Sentirsi dire che l’Italia non può fare le Olimpiadi, frustra le speranze dei nostri concittadini. Se c’è chi ruba va in galera, si persegue e si va avanti senza ricorrere alla rinuncia. Se c’è chi ruba, bisogna avere il coraggio di mandarlo in galera e di alzare le pene per evitare i patteggiamenti e di insistere su una idea che chi fa politica prova a proporre un sogno per il Paese.

Poi l’affondo alla Lega, ricordando le vicende giudiziarie del Carroccio:

Tutti a dire che è impossibile fare le Olimpiadi in Italia perché c’è chi ruba. Ma se c’è chi ruba, lo si manda in galera, magari perseguendo i tesorieri costituendosi parte civile nei processi a carico, e insistendo per un’idea di paese in cui chi fa politica non smercia diamanti

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