Rugby&Libri – “Andare avanti guardando indietro”, i fratelli Bergamasco raccontano la palla ovale

Qualcuno vedendolo in libreria potrebbe storcere il naso. L’ennesimo libro sul rugby scritto da uno degli azzurri, l’ennesimo tentativo di marketing editoriale con un prodotto che non dà nulla di più o di meno alla palla ovale e che vende solo per il nome dell’autore. Eppure “Andare avanti guardando indietro”, scritto dai fratelli Bergamasco e

Qualcuno vedendolo in libreria potrebbe storcere il naso. L’ennesimo libro sul rugby scritto da uno degli azzurri, l’ennesimo tentativo di marketing editoriale con un prodotto che non dà nulla di più o di meno alla palla ovale e che vende solo per il nome dell’autore. Eppure Andare avanti guardando indietro”, scritto dai fratelli Bergamasco e da Matteo Rampin, non è il solito libro sul rugby. E’ un inno al nostro sport, ma anche un manuale, un album dei ricordi e un saggio (vabbé, esageriamo!) di filosofia.

Il merito è di Matteo Rampin, Medico, psichiatra, psicoterapeuta e consulente personale di atleti, allenatori e manager che ha avuto l’idea di questo libro e ha saputo coinvolgere Mauro e Mirco Bergamasco. Ma cosa è “Andare avanti guardando indietro”? E’ un libro che racconta le regole che guidano il rugby, dal passaggio indietro che dà il titolo al volume al placcaggio, ma lo fa con un occhio fuori dal campo. Mischia, placcaggi, il “terzo tempo” e la birra, il fair play dei giocatori e del pubblico, la logica fondamentale del gruppo, vengono guardati con occhi nuovi, che ne mostrano i risvolti umani e morali che si nascondono all’interno della battaglia che si combatte sul campo, fra fango, sangue e botte da orbi.
Il passaggio all’indietro come simbologia dell’umiltà, della presa di coscienza che da soli non si arriva al risultato, ma bisogna affidarsi ai compagni. I quali, sapendolo, non ti fanno mancare il sostegno. O la mischia, un’unione di corpi che va al di là della fisicità, ma diventa quasi una fratellanza. O, ancora, il ruolo dell’allenatore, sugli spalti e non a bordo campo, come il generale che osserva la battaglia dall’alto della collina, responsabilizzando i propri soldati sul campo di battaglia.
Insomma, un libro che non è un manuale per neofiti, ma neppure un romanzo sul rugby o un’autobiografia. Perché Mirco e Mauro danno il loro contributo, spiegando dal campo cosa significa essere rugbisti e condendo il racconto con aneddoti simpatici, divertenti e, a volte, terribili. Come quando il medico sociale, un medico legale, non ha saputo raddrizzare il naso di Mauro per paura di fargli male. I suoi “pazienti”, di norma, non si lamentano…
Un libro che può esser letto con piacere da chi si avvicina al rugby, magari proprio per la bellezza dei suoi protagonisti, per i calendari che hanno immortalato Mauro e Mirco senza veli, ma anche da chi la palla ovale la conosce bene, ma vuole vederla con un’angolazione nuova, diversa. Insomma, pur non amando io, personalmente, i libri sul rugby scritti dai rugbisti (di norma volumi inutili, senza spessore, banali e buoni solo a esaltare l’autore di turno), “Andare avanti guardando indietro”, edito da Ponte alle Grazie, mi è piaciuto. E da oggi lo si trova in libreria, mentre sabato pomeriggio (ore 16.30) verrà presentato presso la Libreria del viaggiatore, presso CARGO, via Meucci 39 a Milano. Con gli autori presenti.