Minoranza PD, Civati: “Se si va a elezioni in primavera non mi candido”

Pippo Civati smentisce le voti di un avvicinamento a Sel ma avvisa il Partito Democratico: “Lavorerò per unire tutte le forze di sinistra di questo Paese per ricostruire un centrosinistra alternativo alla destra”

Affidando le sue parole, come spesso succede, al blog ciwati.it Pippo Civati, uno dei principali esponenti democratici “dissidenti” con la linea dettata dal segretario-premier Matteo Renzi, fa il punto dei malumori, dei pesi e delle misure interne al Partito Democratico: approfitta, Civati, di due presunti “scoop” del Corriere della Sera.

Il primo è della scorsa settimana, quando in un articolo del quotidiano milanese viene data quasi per certa la prossima affiliazione del monzese a Sel (dove milita la sua compagna, nda): tutto falso, assicura Civati, che sembra volerci scherzare sopra. Il secondo scoop è invece di oggi (quindi relativo alla cronaca di ieri in assemblea nazionale del PD): si racconta di un Civati colomba, che confessa ai militanti che dei dissidenti pronti a staccarsi “non è vero niente”.

Ecco, secondo il blog del deputato non è vero che “non è vero”.

Nella secca, e giocosa, smentita, Civati però da alcune notizie che non sono scontate per niente:

“Se il segretario del Pd, come credo, vorrà andare al voto nella prossima primavera con il programma degli ultimi tre mesi, non mi candiderò con il Pd. Che cosa ci sia da ridere, davvero non lo so.
Lavorerò per unire tutte le forze di sinistra di questo Paese per ricostruire un centrosinistra alternativo alla destra – cosa totalmente diversa dal partitodellanazionedeltuttidentro – sulla base di un patto scritto e dichiarato, l’unico testo scritto della politica italiana contemporanea (non essendolo il patto del Nazareno e nemmeno il programma di governo dell’attuale esecutivo: prevale la tradizione orale, così è più facile promettere e poi cambiare anche le promesse).”

Sono questi i due punti chiave che Civati sottolinea (oltre alla promessa di votare comunque in coerenza e sempre lealmente con il mandato ricevuto dagli elettori): nessuna candidatura in caso di elezioni in primavera (ma ci saranno davvero?) e battaglia forte per non “abbandonare” la sinistra al suo destino (dove per “sinistra” si intende inevitabilmente Sel, perchè dopo di loro c’è un’altra sinistra, quella “critica” sulla quale Civati non ha una gran presa).

Tuttavia sull’amicizia tra Pd e Sel il deputato monzese batte forte, rendendolo un punto fondamentale: in effetti, se l’elettore italiano non ha espresso preferenze in merito alle persone da mandare in Parlamento, certamente ha espresso il voto su una coalizione. E se alle urne la coalizione di centrosinistra era formata da Pd e Sel (e altri) allora è giusto, in termini politici, tenere salda questa alleanza.

Non a torto Civati sottolinea quanto i rapporti di maggioranza siano essenziali nel mantenere fede agli impegni presi con l’elettorato, al netto delle primarie del PD (“successive alle elezioni” scrive Civati).

Tuttavia, sembra che il politico monzese sia oramai piuttosto isolato all’interno del suo stesso Partito: forse le parole del Corriere non erano così tanto fuori fuoco.

I Video di Blogo