Russia e India annunciano accordo sul Nucleare. Putin con il leader della Crimea a New Delhi

Putin e Modi annunciano la costruzioni di 10 reattori nucleari in India. Fa discutere la scelta del presidente russo di andare a New Delhi insieme a Serghiei Aksionov, leader della Crimea

Russia e India, oggi, hanno annunciato un piano di costruzione di una decina di reattori nucleari nel territorio del paese asiatico. Inoltre, hanno reso noto che sarà avviata una cooperazione per la creazione di centrali nucleari anche in altre nazioni. La notizia è stata lanciata dallo stesso Vladimir Putin alla stampa, che in questo momento si trova in visita a New Delhi.

Alla fine del vertice bilaterale, è stata diramata una dichiarazione congiunta in cui si afferma che “i due Paesi guardano al nucleare come ad una fonte di energia pulita, affidabile e praticabile“. Visibilmente soddisfatto dell’intesa è stato il premier indiano, Narendra Modi, che ha detto ai giornalisti: “Abbiamo delineato una visione ambiziosa per l’energia nucleare“. (Via Afp).

Il presidente indiano ha da poco stretto nuove relazioni economiche con gli Stati Uniti (che comprendono un patto per la sicurezza marina, il rinnovo dell’accordo decennale per la cooperazione nella difesa e alcune misure per l’energia pulita), ma non ha mai appoggiato le sanzioni alla Russia. L’obiettivo principale del leader indiano è quello di contrastare la concorrenza cinese, diventata quest’anno prima economia mondiale, e per questo motivo non ha intenzione di farsi coinvolgere nelle diatribe tra Washington e Mosca.

Così dopo lo storico accordo con la Cina sul gas, ratificato nel maggio scorso, Putin seguita ad intessere relazioni con i paesi asiatici. La sua strategia è quella di reagire alle sanzioni occidentali, decise con il deflagrare della crisi ucraina. Ciò non vuol dire che la Russia non continui a salvaguardare i suoi interessi europei, ne è testimonianza il prestito da 390 milioni accordato dalla nostra Unicredit al gigante del gas russo Gazprom, ma allo stesso tempo prova a porre le basi per fronteggiare la minaccia di recessione che sta investendo il suo paese.

L’ipotesi di entrare in una spirale recessiva non è dettata solo dalle sanzioni, ma anche dal crollo del prezzo del petrolio. Tuttavia è entro il quadro dell’embargo che vanno visti gli accordi della Russia con i paesi latinoamericani dell’estate scorsa e la rinuncia alla costruzione del gasdotto South Stream (nella quale era implicata anche la nostra Saipem, controllata di Eni). Questo progetto sarà sostituito con un altro a più basso costo, ovvero con la creazione di un nuovo gasdotto lungo il confine greco-turco.

Tornando al viaggio in India, ha fatto molto discutere il fatto che Putin si sia fatto accompagnare da Serghiei Aksionov, leader della Repubblica di Crimea (che lo scorso marzo è stata annessa alla Russia con un referendum non riconosciuto dalla comunità internazionale). Secondo il network Sputnik, Aksionov avrebbe firmato un memorandum di intesa con l’associazione degli imprenditori Partnership indiano-crimeana, al fine di implementare la cooperazione nel settore farmaceutico, turistico e agricolo.