Rugby&Cinema – “Le fils à Jo”, un Billy Elliott ovale

Nipote di una leggenda del rugby, figlio di una leggenda del rugby e lui stesso ex rugbista, Jo Canavaro non può non vedere nel proprio figlio tredicenne una futura leggenda della palla ovale. E’ questa la linea rossa che dà il là a “Le fils à Jo”, film francese che sta facendo trepidare d’attesa il

Nipote di una leggenda del rugby, figlio di una leggenda del rugby e lui stesso ex rugbista, Jo Canavaro non può non vedere nel proprio figlio tredicenne una futura leggenda della palla ovale. E’ questa la linea rossa che dà il là a “Le fils à Jo”, film francese che sta facendo trepidare d’attesa il pubblico transalpino e che, a un anno di distanza da Invictus, riporta il rugby nel grande cinema. Una storia d’amore, famigliare, che riporta a quel cinema che unisce amore, povertà, tradizione e sport in un’unica, grande, storia.

Le fils à Jo è un film di Philippe Guillard con Gérard Lanvin (Jo) e Jérémie Duvall (il figlio) e che uscirà proprio oggi nelle sale francesi. Guillard, il regista, conosce bene il mondo ovale essendo un ex giocatore (trequarti del Racing Club de France) e commentatore per Canal+.
Ambientato nel sudovest della Francia, dove il rugby è religione, la storia racconta la battaglia di Jo, ex rugbista e muratore, che lotta contro il suo stesso paese, contro la volontà del figlio e contro la “modernità” pur di realizzare il suo sogno. Quello di vedere il figlio diventare un giocatore di rugby. Per farlo, Jo decide di ricostruire la squadra di rugby di un piccolo paese del Tarn. Dove il campo di rugby rischia di scomparire, sostituito da una fabbrica gestita da una società irlandese, poco propensa a farsi commuovere da discorsi sulla tradizione ovale transalpina. Ma Jo dovrà combattere anche contro i suoi concittadini e contro suo figlio, ottimo studente di matematica e buon rugbista, ma che non è convinto della scelta del padre. Una storia di provincia rurale, povertà e tradizione, dove lo scontro generazionale si mischia con l’amore per lo sport. Una “storia semplice e toccante, che mi ha ricordato in alcuni punti Billy Elliott” come ha dichiarato Gérard Lanvin.
La critica francese e gli spettatori che già hanno visto il film (uscito a fine dicembre proprio nelle regioni del sudovest) ne hanno parlato in maniera entusiasta. Un film da non perdere, sperando arrivi anche da noi.