Diffuso il rapporto del Senato Usa su torture Cia. Obama: “Metodi contrari ai nostri valori”

Allerta nelle sedi diplomatiche per possibili attacchi terroristici a seguito del rapporto

di guido

Alla fine la senatrice Feinstein ha diffuso il rapporto del Senato sui metodi della Cia negli interrogatori, o meglio, il riassunto di 480 pagine delle oltre 6000 messe insieme dalla Commissione di controllo sui servizi segreti.

Dal rapporto emerge che i metodi della Cia sono stai “brutali” quanto “inefficaci”, perché non sono serviti a salvare vite e a evitare atti terroristici. Oltretutto, molte delle torture sono avvenute per errore e su soggetti che non erano quelli che la Cia pensava: in particolare un detenuto su cinque era tenuto in stato di detenzione per sbaglio, “per un errore di identità o a causa di cattive informazioni di intelligence”. La Cia “ha ripetutamente fornito informazioni inaccurate”,”ostacolando un’appropriata indagine legale sui metodi d’ interrogatori”, si legge nel rapporto che parla di “inganni, disonestà, brutalità”.

Senate Select Committee on Intelligence

Queste sono solo alcune delle conclusioni tratte nel rapporto, diffuso pochi minuti fa e le cui anticipazioni vengono pubblicate dai principali media. Obama ha commentato immediatamente, parlando di metodi “contrari e incompatibili con i valori del nostro Paese”. La Cia, secondo il presidente, “ha “danneggiato significativamente l’immagine dell’America e la sua posizione nel mondo e ha reso più difficile perseguire i nostri interessi con alleati e partner”

L’attesa per il rapporto
Dovrebbe essere diffuso oggi il rapporto del Senato Usa con i risultati dell’indagine condotta dalla Commissione di controllo dei servizi segreti sulle tecniche di interrogatorio utilizzate dalla Cia e che sarebbero sfociate in tortura. Poco o nulla è trapelato sul contenuto del rapporto, ma per ora si sa che si tratta di un lavoro imponente: 6.300 pagine, di cui oggi dovrebbe essere resa nota una sintesi di “appena” 480.

Il condizionale è d’obbligo perché la diffusione del rapporto è al centro di polemiche e trattative nel Congresso Usa, ormai saldamente in mano ai repubblicani. Repubblicani che non vedono di buon occhio la pubblicazione dei documenti, che sicuramente non contengono informazioni lusinghiere sul comportamento dei servizi segreti Usa. Il timore è che queste informazioni possano innescare nuove violenze contro bersagli americani da parte di gruppi terroristi, e in questo i repubblicani sono affiancati da molti analisti militari. Da qui le pressioni sul presidente del comitato, la senatrice democratica Diane Feinstein, per ritardare la pubblicazione.

Il rapporto riguarda gli eventi avvenuti tra l’11 settembre 2001 e il 2009, è stato sottoscritto solo dalla maggioranza democratica uscente del Senato dove tra 20 giorni si insedierà la nuova assemblea a maggioranza repubblicana, e contiene una dura critica delle tecniche di interrogatori “non convenzionali” usate prima del 2009. Tecniche come waterboarding (annegamento simulato), sicuramente la più nota, ma anche altre che Obama chiese all’intelligence di non usare più dopo il suo insediamento. Secondo indiscrezioni, le tecniche di interrogatorio della Cia sarebbero sfociate nella tortura vera e propria più spesso di quanto ammesso, e senza risultati che lo giustificassero.

Il rapporto è molto severo nei confronti della Cia, ma è diventato anche un caso politico perché l’ex presidente George W. Bush, messo al corrente del suo contenuto ha dichiarato di appoggiare tutto quanto fatto dall’agenzia di intelligence “per difendere l’America”. Intanto, in attesa della pubblicazione del documento, le sedi diplomatiche Usa nei Paesi più esposti al terrorismo sono in stato d’allerta per possibili attacchi.