Primarie Pd: Renzi sempre staccato da Bersani nei sondaggi

Vendola non va oltre il 12%


Qui l’ultimo sondaggio sulle primarie Pd.
Matteo Renzi continua ad avvicinarsi a Pierluigi Bersani nei sondaggi, ma la sensazione è che – quando mancano circa tre settimane al voto – difficilmente il rottamatore potrà mettere in seria difficoltà il segretario del Pd. Con una incognita: in tutte le rilevazioni, Bersani non ha mai superato la soglia del 50%. Il che vuol dire una cosa sola: le primarie si decideranno al secondo turno, e lì le sorprese potrebbero non mancare. Più complessa la situazione di Nichi Vendola, che nonostante l’assoluzione non cresce e rimane sempre terzo e distante dai due contendenti.

Veniamo ai numeri: secondo il sondaggio condotto da Digis per Il Retroscena i due front runner crescono notevolmente. Bersani raggiunge il 45%, Renzi sale al 36%. Vendola staccato al 12%, mentre tutti gli altri candidati mettono assieme il 7%. La somma fa un 100% tondo tondo, il che significa che in queste rilevazioni non sono stati presi in considerazione gli indecisi, come invece avveniva negli ultimi sondaggi che abbiamo riportato e che si dovrebbero aggirare attorno al 10%.

E’ evidente, comunque, che la crescita contemporanea – e costante – di Renzi e Bersani dimostri come queste primarie si stiano polarizzando in una sfida tra i due principali contendenti. Che molto probabilmente si ritroveranno al secondo turno. Se è difficile che il sindaco di Firenze a venti giorni dal voto recuperi nove punti percentuali, è difficile anche che Bersani supera la fatidica quota 50%. Indecisi permettendo. E Vendola? Il leader di Sel paga due fattori: l’incertezza a cui lo ha costretto il processo, che non ha permesso a molti elettori di vederlo come un candidato pienamente in corsa; e la polarizzazione di cui parlavamo prima. Vendola non è tra chi lotta per la vittoria, o non è percepito come tale, e così cade vittima del ‘voto utile’, che si concentra sui due front runners.

E chi li prende i voti di Vendola? A rigor di logica chi non dà la preferenza al leader di Sel per evitare di disperdere il proprio voto dovrebbe rivolgersi a Bersani, se non altro per bloccare le chance di un Renzi che vede la Fiom come il fumo negli occhi. Se così fosse, il segretario del Pd potrebbe superare agevolmente anche il secondo turno. Infiltrati del centrodestra permettendo.

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