Usa: Obama impone nuove regole anti-razziste alla polizia

Dopo la morte del giovane afroamericano Ruman Brisbon, monta la protesta a New York e in altre città. Obama proporrà nuove linee guida per l’Fbi, che mettono fine alla pratica del racial profiling

Il ministro della giustizia americano, Eric Holder, sta preparando un piano che introdurrà nuove regole per la sicurezza. A darne notizia è il Washington Post, che evidenzia come la polizia statunitense sarà costretta ad abbandonare il racial profiling, pratica in base alla quale i fattori razziali diventano uno degli elementi determinati per scatenare l’intervento di chi è a guardia dell’ordine pubblico. Dunque, come richiesto da molte associazione per la difesa dei diritti civili, basta con perquisizioni e fermi sommari, decise solo in rapporto al colore della pelle.

Dopo le morti di Michael Brown a Ferguson, di Eric Garner a Staten Island e di Ruman Brisbon a Phoenix, il presidente Barack Obama doveva dare un segnale forte. Anche perché la popolazione afroamericana, stanca dei casi di giustizia sommaria, continua le sue manifestazioni nel paese, che potrebbero trasformarsi, sull’onda dell’esasperazione, in focolai di rivolta. Proprio ieri, a New York, ha avuto luogo la terza giornata di proteste e a Manhattan un gruppo di manifestanti ha fatto irruzione in un “cubo” della Apple, sulla Fifth Avenue, occupandolo e fermando le attività di vendita. Ma cortei e blocchi stradali si stanno verificando anche in altre città, tra cui Boston, Pittsburgh e Miami.

Secondo il Washington Post, le nuove linee guida per l’Fbi, che saranno presentate all’inizio della prossima settimana, non contempleranno solo la fine della “profilazione razziale”. Fattori come quello religioso e della nazionalità d’origine non saranno più determinanti per l’apertura di un’indagine, fatta eccezione per la lotta al terrorismo e all’immigrazione clandestina. Dunque, le nuove regole non saranno cogenti per molti agenti e funzionari del Department of Homeland Security, ovvero coloro che si occupano della sicurezza negli aeroporti e al confine meridionale con il Messico.

Tale decisione, secondo il giornale americano, sarebbe giunta dopo un duro scontro all’interno dell’amministrazione federale, dove alcuni dirigenti erano fortemente contrari ad esentare gli agenti della Transportation Security Administration (dedita al controllo degli aeroporti) e quelli dello Us Customs and Border Protection (addetti alla protezione delle frontiere).

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