Lutto nell’atletica: ciao Vittorio, nonno volante senza fine

Vittorio Colò era un campione di atletica senza tempo. Deteneva molti record. Si è sparato un colpo di pistola in una chiesa.

Vittorio Colò ha scelto di uscire di scena sorprendendo ancora una volta tutti. A quasi 101 anni compiuti, il campione senza fine, si è tolto la vita con la pistola. In chiesa. Il parroco ha sentito lo sparo, è corso in chiesa e lo ha visto a terra agonizzante. Ha chiamanto il 118 ma l’uomo si è spento poco. I carabinieri gli hanno trovato nelle tasche un biglietto con scritto solo “Avvertite mio figlio” con il numero di cellulare ma nessuna spiegazione.

Vittorio, nato nel 1911 a Rive del Garda, era diventato una piccola grande celebrità da quando, dopo la pensione (1972), aveva rimesso gli scarpini d’atleta, infilando uan serie di record italiani e mondiali (25) nelle varie categorie. Polivalente, completo, si cimentava nel salto in lungo, salto triplo, salto in alto, salto con l’asta, 100 e 200 metri.

Dopo la laurea nel ‘38 in chimica industriale aveva dedicato la sua vita al lavoro e alla ricerca farmaceutica. Ma la sua vera passione, l’atletica, non lo ha mai abbandonato. Anzi, con la vecchiaia ha cominciato a ruggire. Dal 1977 in poi, quando vinse i 100 metri nella categoria over 65, non ha smesso di fare gare, continuando a macinare record, fino a quello nel decathlon a 85 anni durante i mondiali del 1997 in Sud Africa dove vinse la bellezza di sette medaglie d’oro.

“Quella gara – raccontò – venne disputata sotto una pioggia battente. Fu difficile ma esaltante, come quando da giovane feci il giro del lago di Garda con un sandolino, una coperta e un po’ di cibo, le due esperienze più esaltanti della vita”.

Colò ha collezionato numerosi primati ed è ancora detentore dei record mondiali over 90 dei 200 metri (40 secondi), salto in lungo (3,09 metri a 93 anni), 60 metri indoor (10”73) e triplo indoor. Nel 2005 si era dovuto fermare per un’operazione. Aneurisma all’arteria femorale: “La mia salute ne ha risentito – spiegò – Riesco a fare ancora qualche cosetta, quello che serve per prendere un autobus al volo, ma nulla di serio”.

La popolarità lo ha portato anche alla ribalta televisica. Nel 1995 a Scommettiamo che… si esibisce nella staffetta 4 x 100 insieme ad altri tre novantenni: “Onestamente mi è sembrata una cosa un po’ artificiale” commenterà qualche anno dopo.

Ciao Vittorio. Sei stato e sarai sempre un grande esempio per tutti quelli che amano lo Sport. “Quando sono in pista io sono felice”, solevi ripetere. Impossibile non invidiarti.

I Video di Blogo