Unicredit soccorre Putin: Prestito di 390 milioni a Gazprom

Per Gazprom, l’accordo siglato con Unicredit è di importanza storica e si pone in un’ottica “di ampliamento della cooperazione con i circoli finanziari dell’Italia e dell’intera Europa”

Chi sta dipingendo una Russia in fase di decadenza, forse, sta correndo un po’ troppo. Se è vero che nel 2015 il paese potrebbe entrare in recessione, allo stesso tempo non bisogna sottovalutare le grandi risorse di Valdimir Putin e della sua nazione nel contemporaneo contesto globale.

A tale riguardo segnaliamo che, giovedì a Vienna, il gigante russo del gas Gazprom ha ottenuto un finanziamento dalla nostra Unicredit pari a 390 milioni di euro. L’accordo, che arriva nel bel mezzo della crisi ucraina, è stato definito dalla compagnia “di grande importanza storica, anche per l’ampliamento della cooperazione con i circoli finanziari dell’Italia e dell’intera Europa“. (Via Ansa).

La notizia è arrivata in seguito all’annuncio dello stop alla costruzione del South Stream, affare che vede coinvolta anche l’italiana Saipem (controllata di Eni). Quest’ultima ha avuto un vero e proprio tracollo in borsa dopo le parole di Putin da Ankara, che informavano della sospensione (forse definitiva) del progetto del gasdotto. Un’altra altra brutta botta questa per il gruppo italiano, che si trova ancora implicato nell’ l’inchiesta per tangenti in Algeria.

Il prestito della nostra banca arriva a dare ossigeno alla Russia, che ha dovuto operare dei tagli nell’ultima manovra finanziaria. Ma conferma che l’atteggiamento tenuto ieri da Putin alle Camere riunite, non è affatto da considerarsi spavaldo. Le sanzioni occidentali e il crollo del prezzo del petrolio sono sì un grave problema, ma Mosca vanta un Fondo di Riserva importante e può far leva su generosi crediti internazionali.

Il prestito accordato dall’istituto di credito italiano ha ovviamente un carattere strategico: Unicredit è l’ottava banca in Russia. La sua esposizione nel paese dell’est Europa è pari a 24 miliardi di dollari, ovvero il 2% dei suoi asset totali.

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