Top 14 – La bolla economica colpisce Bourgoin

Sono ore d’angoscia a Bourgoin, dove la squadra di rugby – già ultima e candidata alla retrocessione – rischia una forte penalizzazione a causa di un buco finanziario di oltre un milione di euro. Già sotto osservazione la scorsa stagione, il Bourgoin non sarebbe riuscito a ripianare i debiti e oggi la DNACG, l’ente di

Sono ore d’angoscia a Bourgoin, dove la squadra di rugby – già ultima e candidata alla retrocessione – rischia una forte penalizzazione a causa di un buco finanziario di oltre un milione di euro. Già sotto osservazione la scorsa stagione, il Bourgoin non sarebbe riuscito a ripianare i debiti e oggi la DNACG, l’ente di controllo della palla ovale francese, colpirà. Per l’ennesima volta.

Un budget previsto di 11 milioni e mezzo di euro, un buco finanziario che si aggira intorno al milione e mezzo di euro e un caos societario che ha portato a capo della squadra di nuovo l’ex presidente Gaston Maulin, che riprende le redini dopo le dimissioni di Arnaud Tourtoulou. Il tutto mentre il Bourgoin vegeta in ultima posizione nel Top 14. E oggi la Direction Nationale d’Aide et de Contrôle de Gestion potrebbe dare il colpo di grazia a una squadra già allo sbando.
Il club avrebbe, infatti, dovuto chiudere chiudere il bilancio d’esercizio relativo alla scorsa stagione entro e non oltre il 31 dicembre. Cosa non avvenuta, proprio per i buchi finanziari e i problemi societari. La DNACG oggi deciderà se vi sono gli estremi per prorogare di un mese la scadenza o se, invece, punire direttamente il Bourgoin. Se fosse questa la decisione, allora per la squadra si prospetterebbero due eventualità: una penalizzazione in classifica, probabilmente di cinque punti, o addirittura la retrocessione nella serie inferiore, che significherebbe venir iscritta d’ufficio alla Fed 1 nel campionato 2011/12.
Un’eventualità durissima, ma che non sarebbe una prima volta in Francia. Il caso di Bourgoin, infatti e purtroppo, è solo l’ultimo di una lunga serie di fallimenti economici negli ultimi anni. A dimostrazione che, forse, Oltr’alpe si è giocato un po’ troppo sopra i limiti, con una corsa al rialzo cui solo poche, forti, realtà sanno stare al passo. Uccidendo tutto il resto.