M5S, Di Maio: “Napolitano chieda di approvare il Reddito di Cittadinanza”

Di Maio invita Napolitano a sollecitare le Camere per l’approvazione del reddito di cittadinanza. Il Movimento 5 Stelle ha presentato la sua proposta: 780 euro per chi non ha reddito ed è disoccupato

Dopo il terremoto interno, che ha portato alla nascita del direttorio, il Movimento 5 Stelle prova a ripartire da uno dei suoi cavalli di battaglia: il disegno di legge sul reddito di cittadinanza.

A presentarlo ieri, tra gli altri, anche il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio. Il giovane pentastellato, da molti indicato come l’uomo giusto per frenare la crisi di consenso del movimento, ha detto in conferenza stampa che il provvedimento arriverà presto al Senato. Inoltre, ha sollecitato l’intervento del Capo dello Stato: “Il presidente Giorgio Napolitano faccia un appello alle Camere [..] Come ultimo atto del suo mandato faccia una cosa per essere ricordato. Solo così possiamo liberare gli italiani dalla minaccia di voto di scambio degli 80 euro di Renzi“.

Di Maio ha voluto precisare che il percorso per l’approvazione del disegno di legge non prevede “inciuci” sulle riforme e sull’elezione del nuovo Presidente della Repubblica. Ciò, però, non esclude che ci si adopererà per trovare sostegno in aula, in particolare dalla sinistra del Partito Democratico e da Sinistra Ecologia e Libertà. A tale proposito, Alberto Airola, capogruppo al Senato del M5S ha aggiunto: “So che anche Sel ha un disegno di legge simile, noi speriamo che le altre forze politiche siano realmente interessate al tema e non solo a parole nei programmi“.

In linea di massima, il provvedimento dei 5 stelle prevede 780 euro mensili, per chi non ha reddito, o una somma inferiore, che varia a seconda dei redditi percepiti e dei componenti del nucleo familiare. Inoltre dovrebbe essere prevista un’integrazione di 400 euro per alcune tipologie di pensionati.

Nunzia Catalfo ha voluto precisare, però, che il reddito di cittadinanza non deve essere interpretato come un ammortizzatore passivo, ma come un sostegno “all’inserimento nella società“, come avviene in gran parte dei paesi della Ue.

Per finanziare la misura, secondo il M5S, servirebbero circa 17 miliardi. La cifra potrebbe essere raccolta attraverso un pacchetto di misure: tasse sulle grandi imprese del gas e del petrolio (1,2 miliardi); riduzione dei costi della pubblica amministrazione e della politica (1,1 miliardi); incremento della tassazione sul gioco d’azzardo (600 milioni); risparmio sulle spese per l’acquisto di beni e servizi (4,5 miliardi).

I pentasellati, inoltre, propongono di recuperare altri fondi dalle imposte sulle grandi ricchezze (da 2 a 4 miliardi); dal taglio delle pensioni d’oro e dal divieto di pensioni cumulative (740 milioni); dal taglio alle spese militari (3,5 miliardi), dai tagli all’editoria (60 milioni). E, infine, si propongono riduzioni degli sgravi fiscali per assicurazioni e banche e aumento al 18 per mille dell’imposta di bollo sui beni scaduti.

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