Catturandi: la storia di chi ha ammanettato Lo Piccolo, Brusca, e Provenzano

Ecco un libro interessante per entrare nella testa di chi ogni giorno si incarica di portare a termini arresti che fanno storia: si chiama Catturandi (Dario Flaccovio Editore) ed è un libro scritto da un poliziotto – che chiaramente ha scelto l’anonimato – della squadra Catturandi di Palermo, quella che si incarica di stringere le


Ecco un libro interessante per entrare nella testa di chi ogni giorno si incarica di portare a termini arresti che fanno storia: si chiama Catturandi (Dario Flaccovio Editore) ed è un libro scritto da un poliziotto – che chiaramente ha scelto l’anonimato – della squadra Catturandi di Palermo, quella che si incarica di stringere le manette ai polsi a gente come Lo Piccolo, Brusca o Provenzano.

Se ne parla oggi sul Venerdì di Repubblica, ed il pezzo che vi propongo qui sotto nella gallery, merita decisamente. Se ne parla anche, con un’intervista, su ammazzatecitutti.org:

«Perché un latitante investe enormi somme di denaro per garantirsi il suo stato, e se tu non investi più di lui per penetrare nel territorio dove si nasconde non riuscirai mai a prenderlo». Quasi una formula matematica. Più investi e più in alto puoi puntare. Si tratta di somme impressionanti, che i vari boss con mandato di cattura sulle spalle investono in una fitta rete di autisti, guardiani, spalle, soldati.

In un pezzo in cui si citano anche i Lo Piccolo…

«Facciamo l’esempio del Lo Piccolo – racconta I.M.D. -. La quantità di denaro che entrava direttamente nelle casse della famiglia è quantificabile in quasi 40mila euro alla settimana. Questi, in un mese avevano a disposizione 160mila-170mila euro. A volte anche di più. Perché c’erano gli extra dei grossi traffici, per esempio quelli fatti con l’Olanda, che portavano introiti consistenti d’improvviso, oppure i grossi appalti come quelli della metanizzazione della città dei quali il 3 per cento arrivava nelle loro casse»

Squadra Catturandi
Squadra Catturandi