Ilva di Taranto: Renzi e l’ipotesi di un soggetto pubblico

Il premier Matteo Renzi, a Repubblica, sostiene per l’Ilva di Taranto la possibilità di un intervento pubblico a termine. Soddisfatti i sindacati, critica solo la Fim Cisl.

Ipotesi soggetto pubblico per l’Ilva di Taranto. Ne ha parlato il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, a Repubblica:

“A Taranto stiamo valutando se intervenire sull’Ilva con un soggetto pubblico. Rimettere in sesto quell’azienda per due o tre anni, difendere l’occupazione, tutelare l’ambiente e poi rilanciarla sul mercato”.

La ricetta ‘renziana’ per guarire il malato siderurgico ha scatenato già una serie di commenti da parte dei sindacati. Il premier spiega:

“Ci sono tre ipotesi per l’Ilva. L’acquisizione da parte di gruppi esteri, da parte di italiani e poi l’intervento pubblico. Non tutto ciò che è pubblico, va escluso. Io sono perché l’acciaio sia gestito da privati. Ma se devo far saltare Taranto, preferisco intervenire direttamente per qualche anno e poi rimetterlo sul mercato”.

Il segretario generale della Fiom – Cgil di Taranto, Donato Stefanelli, commenta: “Prendo atto con soddisfazione del ripensamento del governo. Guardo a queste dichiarazioni con interesse, ma anche con prudenza”. Il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, dice: “Se le ipotesi d’acquisto da parte di privati oggi non fossero in grado di assicurare il risanamento ambientale e la competitività produttiva, allora l’ipotesi di un intervento ponte dello Stato per rimettere in sesto azienda e ambiente e poi rilanciarla sul mercato è plausibile”.

Paolo Capone, segretario generale dell’Ugl, aggiunge: “L’idea di Renzi sarebbe condivisibile, come primo passo verso una vera politica industriale, purché posta all’interno di un piano complessivo, mirato a valorizzare la siderurgia”. Marco Bentivogli, segretario generale della Fim Cisl: “La siderurgia ha bisogno di investimenti sia italiani sia esteri. Sono contrario alla nazionalizzazione del settore. Renzi ha il dovere di responsabilizzare il capitalismo italiano. Meglio un intervento temporaneo della Cassa Depositi e Presiti, in sostegno a un’eventuale cordata di investitori, con l’obiettivo di una riqualificazione industriale e ambientale”.